I giovani studenti che partecipano al Pisa Vision Lab, ci hanno raccontato un pò della loro esperienza nel centro di ricerca sulla percezione, del loro operato, dei progetti ai quali lavorano, della realtà Vision Lab. Si tratta di giovani che sono rimasti in un modo o nell’ altro affascinati dalla ricerca del centro, giovani che lavorano fianco a fianco con eccellenti professori, ricercatori delle Università di Pisa e di Firenze. Ecco cosa  hano raccontato.

David Aagten Murphy: “Sono uno studente australiano venuto in Italia, dove sto svolgendo il dottorando presso il Pisa Vision Lab. Una delle ragioni che mi ha portato a restare in Italia e scegliere il Vision Lab, è l’ambiente molto accomodante che si respira al suo interno, dove ci si supporta a vicenda, ci si scambia opinioni etc.”

Per quel che riguarda la ricerca: “Il laboratorio lavora molto sui movimenti oculari e saccadi (un tipo di movimento oculare più veloce). Si lavora anche su esperimenti multisensoriali. Si tratta di esperimenti che guardano a come i nostri sensi si combinano tra loro. L’esempio migliore per spiegare ciò, è quando si guarda un film al cinema. Sullo schermo si possono vedere gli attori che parlano e sembra che le voci vengano davvero da loro, ma in realtà il suono viene dagli speakers posizionati all’interno del cinema. Il nostro sistema percettivo è così in grado di unire l’immagine al suono”.

Lavoro personalmente anche con pazienti clinici e alla numerosità (studio di come il cervello umano percepisce i numeri). Per esempio, se c’è una moltitudine di persone si è capaci di fare un’ipotesi sul numero delle persone che realmente ci sono. Questa abilità è complessa perchè l’immagine che il cervello elabora è in 2D come una fotografia. questo sta a significare che il sistema visivo rompe questa immagine piatta in tanti pezzettini, il tutto per contarli”.

Ed ancora: “nel mio tirocinio lavoro anche con persone autistiche, con gli studi cerchiamo di capire il loro modo di percezione, e quanto questo si discosta dal nostro. Attraverso lo studio si cerca di rendere migliore la loro vita.”

Michela Panichi

Lavoro per il Vision Lab di Pisa da circa un anno e mezzo, e sto per terminare il dottorato di ricerca in Scienze Cognitive (Psicologia) presso l’Università di Firenze. La mia ricerca è improntata allo studio di come il sistema visivo umano riesca ad integrare le informazioni provenienti dal mondo esterno in un percetto coerente, unico e realistico in corrispondenza di movimenti oculari che (in gergo) chiamiamo saccadi”. 

Durante questo tipo di movimenti oculari l’immagine visiva verrebbe percepita come priva di risoluzione e del tutto sfocata, se non fosse che il nostro sistema visivo mette in atto una serie di processi molto interessanti per garantirci un’immagine coerente, realistica e del tutto stabile. Un esempio classico di questo fenomeno è il seguente: se osserviamo la nostra immagine riflessa in uno specchio e spostiamo gli occhi da un punto all’altro, potremo vedere la posizione iniziale e finale degli occhi ma non il loro movimento, nonostante tutti gli sforzi possibili per rilevarlo. Riuscire a vedere il proprio movimento degli occhi attraverso uno specchio è del tutto impossibile.  Questo fenomeno ci dà una buona indicazione di come il nostro sistema visivo sopprima attivamente una serie di informazioni non rilevanti (come lo spostamento dell’immagine e la sfocatura che ne deriverebbe) per garantirci una visione stabile e coerente.”

Una conseguenza molto interessante di questo dato di fatto, è che quello che vediamo, non è esattamente reale ma è una sorta di ricostruzione che il nostro cervello mette in atto, tale ricostruzione è fondata sull’integrazione di tutte le informazioni che precedono e seguono ogni movimento oculare”.

Marco Turi

Mi occupo di percezione della numerosità e della relazione esistente tra questa e le risorse attentive disponibili. Esiste un processo nel sistema visivo umano che si chiama Subitizing  che dà la possibilità di stimare  la quantità di oggetti (non superiori a quattro) in una scena visiva senza errori e con tempi di reazione molto rapidi. Oltre a questo esiste un  altro sistema chiamato ESTIMATION (per oggetti superiori a quattro nella scena visiva), caratterizato da molti errori e tempi di reazione lenti durante un compito di stima numerica”.

Abbiamo voluto indagare se il Subitizing  fosse dipendente dall’ attenzione oppure fosse di tipo preattentivo (quindi non dipendente dall’attenzione). I risultati hanno mostrato chei meccanismi che operano nel range numerico del Subitizing (1-4) e dell’Estimation (>4 elementi) non sono identici, ciò ha suggerito che il sistema di base sia quello dell’Estimation di tipo preattentivo, ma che nel range del Subitizing (1-4) esistono dei meccanismi di tipo attentivo che entrano in gioco permettendoci di poter fare delle stime accurate con pochi elementi”. 

“La numerosità come altre caratteristiche primarie del sistema visivo è suscettibile all’adattamento  fenomeno per il quale dopo una  prolungata esposizione ad un stimolo visivo molto numeroso (esempio un set di pallini) , uno stimolo presentato successivamente appare meno numeroso, e viceversa. Il fenomeno dell’adattamento alla numerosità sembrava non funzionare però per i piccoli numeri”.

Giovanni Anobile

Attualmente stò svolgendo il primo anno di dottoarato di ricerca in scienze-cognitive e mi stò occupando di percezione delle quantità numeriche ed in particolare sul ruolo che gioca l’attenzione, sia visiva che cross-modale (acustica e tattile) su questa”.

“Il mio progetto di dottorato comprende anche una parte clinica, in via di progettazione (ed in parte già iniziata), in colaborazione con la fondazione Stella Maris. Questa riguarda lo studio dello sviluppo delle capacità di percezione numerica in bambini a sviluppo tipico e atipico, in particolare in bambini con disturbo dell’apprendimento della matematica (discalculia evolutiva)”.

Inoltre, faccio parte, come collaboratore, di uno studio longitudinale, in via di attuazione, sui pre-requisiti della matematica in neonati pretermine e nati a termine. E’ stato dimostrato che i neonati, nati a termine, già dopo poche ore di vita, sono capaci di riconoscere e disciminare  le quantità numeriche. Inoltre è risaputo che  la prematurità è un fattore di rischio per lo sviluppo futuro di discalculia evolutiva. Il nostro studio, diretto dalla professoressa Concetta Morrone (Università di Pisa) ed in collaborazione con Manuela Piazza (Università di Trento) , Véronique Izard (Università di Parigi) e con la fondazione Stella Maris, ha lo scopo di valutare se tale capacità di riconoscimento di quantità numeriche, sia presente anche in neonati pretermine e in ottica longitudinale, valutare come tale capacità correla con il grado di sviluppo di queste in età successive“.

Claudia Lunghi

“La mia ricerca presso il Pisa Vision Lab riguarda soprattutto il fenomeno della rivalità binoculare, particolare ed unico nel suo genere, che ricade in quellla che viene definita percezione bistabile”. La rivalità binoculare si può spiegare in questo modo: “quando due immagini discordanti vengono presentate contemporaneamente a porzioni omologhe delle due retine, il cervello va in confusione e invece di fondersi in un unico percetto (come accade normalmente), le due immagini entrano in competizione e solamente una di queste avrà la meglio”.

“Ho adoperato la rivalità binoculare per studiare la plasticità del sistema visivo adulto. E’ ben noto che durante lo sviluppo, il sistema visivo è molto plastico e viene scolpito dall’esperienza. Si pensa che dopo questo periodo, la plasticità sia notevolmente ridotta se non addirittura assente. Attraverso vari studi si è arrivato a dimostrare che il sistema visivo adulto conserva molta più plasticità di quanto si pensasse finora“.

Lidia Scaperrotta

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