Writers, una moda, una forma d’arte o puro vandalismo? Il graffitismo, la street art, il writing sono forme di manifestazione sociale che oggi dilagano nelle maggiori città del mondo. Anche Firenze diventa così lo scenario di tante forme d’arte di strada, di cui la più conosciuta è quella del graffitismo operato dai writers. Ma fino a che punto si può parlare di arte? Quando si sfocia in vero e proprio vandalismo?

Non sono rare notizie di scritte che imbrattano pareti di abitazioni private o peggio ancora di centri storici e monumenti. Di qualche tempo fa è la notizia di un writer che si è arrampicato sulla facciata di Santo Spirito imbrattando il telone che ricopriva l’impalcatura.

E’ sottile ma pure esistente il limite tra arte e vandalismo. Se i writers operano soltanto in luoghi autorizzati, i vandali non rispettano alcuna regola operando ovunque.

Rash un ex writer fiorentino, ci racconta questa realtà e la sua esperianza come “graffitaro”. “Il writing per me era una sorta di allestimento dell’ambiente all’interno del quale mi muovevo. Mi piaceva ripercorrere di giorno le strade che decoravo durante la notte”. Per quel che riguarda l’illegalità Rash spiega: “l’illegalità nasce da un qualche disagio, se originariamente si trattava di quello di chi abitava nei sobborghi delle grandi metropoli, adesso è più strettamente legato al sentirsi soltanto un numero all’interno di una società chiusa come una gabbia”.Fino a qualche tempo tra i writers fiorentini vigeva la regola che il centro storico non andava toccato, ma con il tempo, anche a causa di una serie di combinazioni, questo divenne il palcoscenico di veri atti di vandalismo”.

Cristina Giachi (Assessore Università e Ricerca, Politiche Giovanili): “Penso che l’urban-art sia una forma d’arte poco valorizzata in Italia, anche se i writers a Firenze sono molti e molto attivi”. “E’ necessario distinguere (anche se non è facile) il confine che separa la forma d’arte dal vandalismo. E’dunque importante aprire un dialogo ed un confronto con i writers“. Ed ancora, per quel che riguarda i rapporti tra writers, urban-art e pubblica amministrazione: “la difficoltà nei rapporti con la pubblica amministrazione, sorgono quando i writers violano le regole, agendo senza chiedere le autorizzazioni. Stiamo lavorando a progetti condivisi che ci consentano di superare queste posizioni. Il discorso è aperto“.

Ma la gente comune cosa ne pensa dell’urban-art?

I fiorentini si dividono tra coloro che amano ed apprezzano questa nuova forma di arte, considerata positiva per le vesti di una città come Firenze (città d’arte). Dall’altra parte però, non mancano coloro che non amano i graffiti, i writers e l’urban-art in generale, vedendo in tutto ciò solo una forma di imbrattamento e “sudiciume” urbano. Altri fiorentini accettano l’urban-art in tutte le sue facce, purchè si rispettino le norme, i limiti del lecito e non si danneggi nessuno.

Insomma, tra amori e odi, l’urban-art è parte integrante delle società e dei tempi moderni, evolvendosi sempre di più in svariate forme.

Lidia Scaperrotta

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