Firenze, Milano e Bologna appartengono alle prime 100 università al mondo. E’ ciò che risulta dall’elaborazione della QS World University Rankings, uno dei più autorevoli sistemi di valutazione delle qualità accademiche, che ha pubblicato la classifica delle 100 migliori università al mondo, per l’anno 2010/2011. Si tratta di una classifica che prende in esame le varie facoltà (legge, scienze sociali, scienze geografiche, storiche, lingue etc.). La graduatoria nasce valutando alcuni fattori: la reputazione accademica, la reputazione presso il personale dell’università, le citazioni dei lavori scientifici. Un buon traguardo dunque per la Facoltà di Legge dell’Università fiorentina, che risulta inoltre tra le prime 150 al mondo nel settore “Geography and Area Studies” e tra le prime 200 per “Modern Languages, Statistic and Open Research”.

Il parere del Prof. Paolo Cappellini, Preside della Facoltà di Giurisprenza.

Cosa ne pensa del fatto che tra le prime 100 università del mondo, compare anche l’Università degli Studi di Firenze (in particolare la Facoltà di Legge)? 

“Anzitutto vorrei fare una premessa, che riguarda in generale le procedure internazionali di valutazione, delle quali questa del QS World University Rankings è un esempio. Di solito non è cosa così ovvia trovare ben posizionate in graduatoria Facoltà italiane, che pure sono di alto o altissimo livello,  a motivo della taratura dei parametri di riferimento che sono quasi sempre commisurati al sistema anglosassone. E tanto più difficile lo è per le Facoltà giuridiche a causa della forte differenza del sistema giuridico continentale (civil law) rispetto a quello di common law. Sicchè trovare la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze non solo in graduatoria , ma collocata in un rank di 51-100, grazie in particolare al livello della sua attività di ricerca, è motivo di grande e legittima soddisfazione, perché testimonia, anche contro troppo facili svalutazioni, della qualità del lavoro universitario in Italia. E che sia, tra le prime, Firenze a comprovarlo non può che aumentare questa soddisfazione”. 

Come si sente Lei, a rappresentare una delle migliori Facoltà?

E’ questa certamente una bellisima occasione che si presenta per  ribadire la consapevolezza dell’onore che costituisce l’essere scelto dalla Facoltà fiorentina –  che è stata, non lo dimentico, e tutti credo lo ricordino, quella di Piero Calamandrei, Giorgio La Pira, Paolo Barile, Paolo Grossi –  a rappresentarla. E , contemporaneamente, della responsabilità  a cui si è chiamati”.

Secondo Lei a chi vanno i meriti di tutto ciò?

“La risposta a questa domanda è semplice, anche se nasconde  la complessità e difficoltà del lavoro quotidiano. Il merito va a tutti i Colleghi, Professori e Ricercatori, che con il loro impegno didattico sempre fortemente connesso con la capacità di svolgere ricerca scientifica di alto livello , e internazionalmente riconosciuta per tale, hanno dato un contributo decisivo al mantenimento della Facoltà all’altezza delle sue tradizioni storiche anche in tempi, come questi, assai difficili per l’Università e il Paese in generale. Ma vorrei, se ho ancora un po’ di spazio, rivolgere un grazie sentito anche a tutto il personale amministrativo di Facoltà, delle Biblioteche, e di Ateneo, il cui apporto è parimenti decisivo nel rendere possibile un ambiente di lavoro adeguato al raggiungimento degli obbiettivi istituzionali

Che messaggio vuole lanciare a tutti gli studenti di Legge e a tutti coloro che vorrebbero iscriversi a questa Facoltà? 

“Più che un messaggio , direi un invito e un augurio. Invito, per gli studenti già iscritti, a perseverare in un percorso che è certo difficile, ma con la consapevolezza che ciò che stanno apprendendo è di grande importanza non solo per la crescita civile della comunità politica di cui fanno parte, ma anche per la loro maturazione personale. Un augurio, per loro e per coloro che decideranno di iscriversi nei prossimi anni accademici, ma anche per tutti noi, di buon lavoro. Le condizioni, come testimonia anche questa notizia, tra le altre, ci sono tutte”.

Vedi anche il parere di studenti e professori.

Lidia Scaperrotta

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