Secondo il sistema di valutazione della QS World University Rankings, la Facoltà di Legge dell’Università di Firenze risulta tra le prime 100 al mondo.
Si tratta di un risultato ottenuto solo “sulla carta”, oppure l’Unifi può realmente vantare un’eccellente Facoltà di Giurisprudenza?
Lo abbiamo domandato a studenti e professori, per capire se la pensano allo stesso modo e se sono soddisfatti della loro Facoltà.

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La parola ai professori…

Prof. Ilaria Pagni ( Diritto Processuale Civile)

“Come professore della Facoltà di Giurisprudenza non posso che essere orgogliosa del fatto che la nostra Facoltà compaia nella classifica 2011, se questo sarà un segnale, al quale affidarsi, per coloro che debbono decidere quale strada intraprendere, e soprattutto se questo è un riconoscimento degli sforzi che tutti quanti abbiamo fatto, in questi anni, per dare sempre maggiore vivacità al confronto di idee e di esperienze, e al dialogo culturale, che rappresentano la caratteristica più importante degli studi umanistici

Cosa ne pensa del fatto che quest’anno anche una Facoltà dell’Università di Firenze compare tra le migliori al mondo?

“Vorrei che fosse così anche negli anni a venire: credo che questo risultato sia importante soprattutto se servirà a far sì che investiamo il nostro impegno per mantenerlo“.

Che voto darebbe all’organizzazione generale della Facoltà?

“Non so che voto dare all’organizzazione generale della Facoltà: abbiamo cercato, in questi anni, di creare servizi sempre nuovi che aiutassero gli studenti nel loro percorso, e forse dovrebbero essere loro a rispondere; credo che la Facoltà abbia mantenuto un buon equilibrio tra didattica e ricerca, tra investimento in servizi e impegno nell’arricchimento culturale, ma, come dicevo, penso che spetti ad altri esprimere un giudizio su quello che abbiamo fatto. Di certo, tutto il personale si è impegnato moltissimo, e di questo non possiamo che essere grati a chi ci ha consentito di fare quel tanto o poco che in questi anni abbiamo realizzato”.

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Prof. Luciano Zannotti (Diritto canonico e Diritto Ecclesiastico)

E’ un’ottima notizia per chi ci insegna ma soprattutto per gli studenti che ne usufruiscono            

Che voto darebbe all’organizzazione generale della Facoltà?

Un voto sicuramente positivo ad una gestione che negli anni si è confermata sempre efficiente e collegiale”

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Prof. Roberto Bartoli (Direttore del Dipartimento di Diritto Comparato e Penale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Firenze).

“Una notizia del genere dà tantissima soddisfazione, perché nonostante una realtà complessiva in forte decadenza (non solo universitaria, ma anche sociale istituzionale etc.), significa che ancora esistono luoghi elevati e di crescita. La notizia, in realtà, non mi meraviglia, perché conosco l’alto valore di ciò che viene fatto nella Facoltà di giurisprudenza: dedizione alla ricerca, passione per l’insegnamento, attenzione per quella realtà fondamentale costituita dagli studenti. In sostanza nella nostra Facoltà ancora si respira un’aria di missione volta a forgiare future classi dirigenti e ad incrementare la conoscenza”.

Che voto si sente di dare all’organizzazione generale della Facoltà?

L’organizzazione complessiva della Facoltà è molto buona, ed i difetti che si possono riscontrare non dipendono da lei, ma da una legislazione nazionale complessiva che non ha ancora risolto i veri problemi di fondo, primo fra tutti la figura del docente a tempo definito”.

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La parola agli studenti…

Marta  e Sofia  (Studentesse presso la Facoltà di Giurisprudenza)

Cosa ne pensate del fatto che la Facoltà di Legge dell’Università di Firenze si è classificata tra le prime 100 al mondo?

Questa notizia ci provoca in primo luogo sorpresa, quindi soddisfazione. La Facoltà ha in effetti un’offerta formativa piuttosto ricca, anche se non in ogni area disciplinare, e il corpo docenti, nei limiti della nostra esperienza, ci è sembrato complessivamente molto valido. Tuttavia non si può nascondere come le risorse siano, a nostro  avviso limitate. In primo luogo i corsi sono sovraffollati così da ridurre l’efficacia delle lezioni frontali; ancora troppo ridotti sono gli spazi dedicati ad incontri seminariali, così che difficilmente può instaurasi un rapporto fruttuoso tra docente e alunno. Inoltre la Facoltà è carente nell’apertura verso la dimensione internazionale; in particolare mi sembra che poco rilievo sia dato alla conoscenza e pratica delle lingue e ad esperienze all’estero“.

Come pensate sia l’organizzazione e la didattica presso la vostra Facoltà? 

Pensiamo che la didattica sia organizzata abbastanza bene, i corsi sono molto interessanti nel complesso . Pensiamo che i docenti siano  quasi tutti molto preparati e disponibili. Il problema di cui parlavo prima rimane: pidovrebbero organizzare dei corsi più piccoli che permettano agli studenti di interagire di più col docente. Inoltre la nostra Facoltà offre molti corsi istituzionali e forse troppi pochi corsi opzionali che potrebbero permettere agli studenti di approfondire singole tematiche scelte sulla base di un interesse personale . Sarebbe bello che la Facoltà proponesse inoltre più mute cases e cioè processi simulati, sono molto utili e ti fanno capire molto meglio e più a fondo le cose che studiamo sui manuali”.

Come vi sentite ad appartenere ad una delle migliori Facoltà al mondo?

Siamo molto contente che la nostra Facoltà sia stata qualificata tra le prime 100 migliori nel mondo!  Siamo  contente perché ci piace molto questa Facoltà e sapere che ha un valore riconosciuto a livello internazionale ci fa davvero molto piacere. Vorremo tanto che a questa “eccellenza” corrispondessero dei riscontri nel mondo del lavoro e più in generale nell’orientamento in uscita dalla Facoltà. Il problema naturalmente non è delle singole Facoltà ma penso che dovrebbero essere in grado di indirizzare meglio i laureati e investire davvero sui giovani offrendo opportunità concrete nel campo in cui vogliamo lavorare”.

Indirizzereste i giovani  studenti ad iscriversi a Legge? 

Si, perché noi ci stiamo trovando molto bene e nonostante il nostro Paese non investa né sui giovani né sull’università in generale, pensiamo che studiare sia una cosa molto importante e arricchente. Consiglierei di avere pazienza all’inizio per le segreterie, i corsi e gli esami che spesso sono affollati, caotici e talvolta deludenti. Pensiamo però che, almeno dalla nostra esperienza, più in là si va nel percorso di studi e meglio è, vogliamo dire che lo studio cambia molto dai primi anni agli ultimi, insomma si riesce meglio a entrare nel meccanismo”.

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Francesco Giuseppe (Studente presso la Facoltà di Legge)

Sicuramente e’ un grande onore e motivo di orgoglio leggere del ranking. Non so’ quanti di noi se ne rendano effettivamente conto, come troppo spesso capita abbiamo le cose migliori in casa e andiamo a cercare di tutto sempre più lontano”. “ Quello che magari non e’ cosi appariscente come nelle “eccellenti” e’ il network e la lista contatti che forse dovrebbe giungere in maniera più diretta allo studente,ammesso che ne esista una consistente!!Sto parlando di occasioni di confronto tra studi legali e aziende e studenti. Sicuramente i corsi sono davvero completi e i professori sono quasi sempre disponibili con sportelli e ricevimenti: credo che il contatto,se cercato adeguatamente, non sia difficile da raggiungere. E ancora l’organizzazione degli spazi e’ sicuramente ottimale,il polo di novoli davvero non invidia nessun altra sede”.

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Ledia (Studentessa presso la Facoltà di Giurisprudenza)

“Penso che sia assolutamente giusto che la Facoltà di Giurisprudenza risulti ai posti più alti in questo sondaggio, perchè sia la didattica che l’organizzazione è ottima. Mi sento fortunata ad aver studiato  in questo ateneo”.“Penso che gli studenti che vogliono iscriversi  a Legge devono avere la passione del diritto e credere nella giustizia”.

Vedi anche il pare del Preside Paolo Cappellini

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Lidia Scaperrotta

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