La sicurezza stradale si fa sempre più tema caro agli italiani, in special modo, sembra, ai fiorentini. L’attenzione alle così dette “stragi del sabato sera” sembra essersi recentemente allargata a tutti quegli incidenti causati da chi guida sotto l’effetto di alcol e/o sostanze stupefacenti. Proprio a tal riguardo è stata lanciata una proposta di legge da Associazione Lorenzo Guarnieri e Comune di Firenze nell’ambito del progetto sulla sicurezza stradale David.

La proposta di legge sull’omicidio stradale, partita dal Sindaco Renzi, è nata “attraverso un lavoro comune fra Associazione Lorenzo Guarnieri, Associazione Gabriele Borgogni, Associazione amici e sostenitori della polizia stradale, Comune di Firenze, Polizia Municipale di Firenze e ACI Firenze”. Presentata il primo Giugno in palazzo Vecchio, alla presenza del Sindaco stesso, questa proposta di legge, fattispecie giuridica oggi inesistente, mira a inasprire le pene per chi guida sotto l’effetto di alcol e droga causando incidenti che feriscano o uccidano altre persone.

Tragica la situazione odierna così come emerge da una raccolta dati sull’incidentalità fiorentina degli ultimi dieci anni; 260 morti, almeno 50 mila feriti, un costo sociale di 115 milioni di euro l’anno e 120 milioni di danni materiali. Il 70% dei morti e feriti sono pedoni e motociclisti. L’87% dei conducenti che causa incidenti mortali ha più di 25 anni e di questi l’80% è maschio. Circa il 30% degli incidenti gravi è associabile alla guida in stato di ebbrezza. Via Pistoiese, viale Etruria, viale degli Olmi, viale Amedola e Gramsci e viale Strozzi le strade più incidentate.

“Con questa proposta si intende colmare quella che viene sentita come una vera e propria lacuna normativa inaccettabile perché non rispondente a criteri di proporzionalità tra i beni che si mettono a repentaglio ( vita ed integrità fisica) e l’atteggiamento psicologico del reo.[…] individuando per la prima volta, in Italia, le fattispecie autonome dell’omicidio e delle lesioni personali stradali”. Questa è quanto si legge dalla premessa della proposta di legge, la quale prevede: il passaggio da “omicidio colposo” a “omicidio stradale”, l’aumento dei termini minimi e massimi della pena da 3-10 anni a 8-18 anni, l’introduzione dell’arresto in flagranza di reato e l’ “ergastolo della patente” anziché la revoca temporanea.

Valentina Borgogni, Presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni, spiega : “contiamo di raggiungere le 50.000 firme necessarie massimo a dicembre. La raccolta di firme tramite web non ha valore formale per richiedere la proposta, ma è un segnale per “scuotere le coscienze”, soprattutto di chi ha il potere legislativo. Speriamo che alcuni Parlamentari si facciano promotori di tale proposta e ci aiutino a portarla in Parlamento. In caso contrario” aggiunge “farò il giro d’Italia io stessa per avere le firme necessarie”.

I firmatari appartengono non solo all’area fiorentina ma anche ad altre città italiane (Milano, Roma) e a paesi esteri (Francia, Gran Bretagna, Germania, USA). Per la Borgogni significa che tutta Italia vuole cambiare questa ingiustizia. Non è un problema locale e sicuramente da poco conto, considerati i 5.000 morti che ci sono ogni anno sulle nostre strade. Il fatto che ci siano state firme anche dall’estero” aggiunge “non mi sorprende affatto. Infatti in alcuni Paesi dell’Unione Europea è già previsto l’omicidio stradale, e molti Paesi sono riusciti a raggiungere l’obiettivo di dimezzare i propri morti sulla strada già nel 2010”.

Intervista a Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo e promotore della proposta di legge con l’Associazione Lorenzo Guarnieri.

Luca Tanturli

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