Anche a Firenze, come in molte città d’arte italiane, è stata approvata l’imposta di soggiorno. Si tratta di una tassa destinata a tutti coloro (non residenti in città) che pernottano nelle strutture ricettive fiorentine, costrette a pagare da 1 a 5 euro a notte (a seconda delle stelle della struttura in cui alloggiano), per un massimo di 10 pernottamenti consecutivi. Il ricavato di questa imposta, verrà usato per lo sviluppo del turismo e tutto ciò che vi è connesso.

A dover pagare l’imposta non saranno solamente i turisti ma anche gli studenti universitari fuori sede che alloggiano presso le case per ferie o studentati. Infatti tra le varie strutture che dovranno collaborare con il Comune ed applicare la tassa, rientrano anche l’Istituto Alfa Nuova in via Poggi 6 e lo Scolopium in via Venezia 19.

Ma è già polemica. Gli albergatori sostengono che questa imposta sia ingiusta e fuori luogo, che metterà in cattiva luce gli alberghi. Anche gli studenti fanno sentire forte le loro voce, contro un’imposta che non doveva toccarli assolutamente e che li considera come  turisti.

Alcuni studenti alloggiati allo Scolopium: “ Il Comune non può imporre una tassa di soggiorno a studenti universitari  fuori sede, che vivono stabilmente a Firenze per motivi di studio. Questo è scorretto, perchè finiamo per essere equiparati ai turisti, rientrando in una logica di sfruttamento delle risorse turistiche della città per approvvigionare le casse comunali. Questa logica non può coinvolgere la nostra categoria. Noi paghiamo regolarmente le tasse universitarie, contribuiamo allo sviluppo economico e culturale della città e da questa poche volte otteniamo agevolazioni (nella ricerca di alloggi, nell’assistenza sanitaria etc.)”

Ed ancora: In questa Casa per Ferie risiedono prevalentemente studenti universitari , con un contratto di ospitalità della durata di un anno. Nei documenti, la struttura di via Venezia è menzionata come Residenza Universitaria Scolopium – San Marco, a dimostrazione che gli ospiti sono soprattutto studenti universitari”.

Anche l’Istituto Alfa Nuova si fa sentire: “noi siamo studenti che non sono a Firenze per farsi una vacanza ma per studiare, per questo motivo non vogliamo essere considerati al pari dei turisti”. “Se il Comune ha bisogno di denaro, che trovasse un’altra soluzione, lasciando noi studenti al di fuori di tutto, visto che già contribuiamo molto all’economia locale”.

C’è da sottolineare, come ha affermato Padre Pace, il direttore dell’istituto in via Poggi, che gli ospiti della struttura sono tutti studenti o lavoratori fuori sede, di turisti non se ne vede neanche l’ombra.

 Dalla parte degli studenti c’è anche l’opposizione e Ornella De Zordo (consigliera di perUnaltracittà), che sostengono l’importanza di un immediato esonero degli studenti da questa nuova imposta comunale.

Dall’altra parte il Sindaco Matteo Renzi risponde: “I turisti che vengono a dormire a Firenze, danno un contributo per tenerla più pulita e viva culturalmente, il ricavato andrà a favore di tante iniziative culturali. Con questa tassa eviteremo di aumentare le imposte ai cittadini”.

Considerando anche il fatto che il Tar ha bocciato la richiesta di sospensione del provvedimento (richiesta dagli albergatori fiorentini), la lotta è appena cominciata e promette colpi di scena.

Vedremo come si evolverà la situazione nei prossimi giorni, ma per ora non resta  che pagare una quota in più per pernottare e per studiare a Firenze.

Lidia Scaperrotta

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