E’ problema Rom nell’ area di San Piero a Quaracchi di Sesto Fiorentino, un’area impropriamente occupata, i cui insediamenti sono adiacenti ai centri abitati fiorentini. La presenza di insediamenti Rom in quest’area, ha creato insofferenza e disagi tra i cittadini del posto  a causa delle precarie condizioni igienico sanitarie, il sovraffollamento e la poca sicurezza di questi accampamenti.

Il Comune di Firenze, la Società della Salute Zona Fiorentina Nord – Ovest e l’Associazione di Solidarietà Caritas, hanno promosso il progetto “Area San Piero a Quaracchi

Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Toscana (per un totale di 800 mila euro) di rimpatrio assistito, rivolto a tutte le persone e le famiglie che vogliono tornare in patria. Il progetto prevede l’organizzazione di viaggi in pulman per il rimpatrio (con la presenza di accompagnatori) e l’assegnazione di un contributo economico (600 euro circa) a chi rientra in patria, da svolgersi attraverso successivi viaggi a quelli di rimpatrio.

E’ stato pensato uno sportello di ascolto a Sesto Fiorentino, che permette agli organizzatori del progetto di conoscere meglio la realtà dei Rom ed i loro bisogni.

Tuttavia non sono mancate le polemiche intorno a questo progetto ed alle sue modalità di attuazione, polemiche che in conferenza stampa sono state sostenute da Jacopo Cellai (Consigliere Pdl).

Cellai ha ribadito la necessità di una maggiore trasparenza, da parte dei sogetti promotori di questi interventi , per quel che riguarda l’utilizzo dei fondi, (girano voci che i contributi economici, siano stati dati ai Rom prima del loro rimpatrio e che molti di loro hanno preso i soldi senza mai partire).

Dall’altra parte si accusa la presenza di un forte spreco di fondi economici, attraverso spese superflue (troppi accompagnatori per i viaggi e troppo lunga la loro permanenza in Romania, superflui i costi dello sportello di ascolto etc.) Ci sono inoltre troppe spese da affrontare per tutti i Rom che decidono di non partire, per i quali si devono studiare soluzioni alternative.

Tutti questi interventi devono essere  affrontati con attenzione e professionalità, ma senza lo spreco di denaro pubblico che potrebbe essere usato per altre importanti questioni sociali.

Lidia Scaperrotta

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