Ieri sera, nella splendida cornice del teatro greco di Taormina, si è concluso il Festival cinematografico della città siciliana, con la tradizionale consegna dei Nastri d’Argento. Si tratta dei più importanti riconoscimenti del cinema italiano dopo i David di Donatello e vengono assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

A trionfare in questa sessantacinquesima edizione è stato senza dubbio Nanni Moretti e il suo film “Habemus Papam”, che su sette candidature ha ottenuto sei riconoscimenti: miglior regia, film, produttore (insieme a Domenico Procacci), miglior fotografia, scenografia e costumi.

Un’altra pellicola premiata, riprendendosi la rivincita dopo il flop ai David Di Donatello, è stata “Vallanzasca – Gli angeli del male” di Michele Placido, che ha conquistato tre premi: miglior attore protagonista (Kim Rossi Stuart), miglior colonna sonora (firmata dai Negramaro) e miglior montaggio (curato da Consuelo Catucci).

Quanto ai film stranieri, a ricevere i Nastri d’Argento sono state solo due pellicole: “Il discorso del Re” di Tom Hooper, per il miglior film europeo, e “Hereafter” di Clint Eastwood, che ha vinto il premio come miglior film extra europeo.

Gli altri vincitori sono stati: Alice Rohrwacher (miglior regista esordiente per il film “Corpo Celeste”); Alba Rohrwacher (miglior attrice protagonista per la “Solitudine dei numeri primi”); la pellicola “Nessuno mi può giudicare” di Massimiliano Bruno (che ha vinto il Nastro speciale per la commedia e quello per il personaggio più frizzante, chiamato Antica Fratta, andato ad Anna Foglietta); Giuseppe Battiston e Carolina Crescentini (migliori attori non protagonista, il primo per tre film “La passione”, “Figli delle stelle” e “Senza arte né parte”, la seconda per “Boris – il film” e “20 sigarette”); la commedia “Benvenuti al Sud” del regista Luca Miniero (miglior sceneggiatura e il premio Antica Fratta come artista maschile ad Alessandro Siani) e Pupi Avati (Nastro speciale del 65° per il film “Una sconfinata giovinezza”).

Infine una menzione speciale è stata assegnata a Giuseppe Tornatore per il suo documentario “L’ultimo Gattopardo: Ritratto di Goffredo Lombardo”.

Sebastiano Cortese

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