L’ultima proposta dell’Ateneo fiorentino in fatto di comunicazione è l’introduzione di una casella di posta elettronica personale istituzionale che dovrà essere utilizzata per le comunicazioni tra studenti e Ateneo. Dal momento in cui questa è stata attribuita ad ogni studente, cioè il 7 Giugno scorso, le comunicazioni fra studenti e Ateneo dovrebbero avvenire su questa casella di posta.

Come spiega la mail di comunicazione inviata agli iscritti dell’Ateneo “l’indirizzo della casella viene generato, salvo omonimie, nella forma nome.cognome@stud.unifi.it e sarà mantenuto attivo nel corso della carriera attuale dello studente e delle successive eventuali presso l’Ateneo fiorentino”. L’accesso alle caselle di posta si trova in alto a destra nella sezione studenti presente nei vari siti delle facoltà e vi si accede utilizzando il sistema di autenticazione unico di Ateneo (propria matricola e relativa password). La casella di posta viene disattivata 3 anni dopo il conseguimento del titolo oppure il 30 giugno dell’anno successivo all’ultimo anno di iscrizione (per chi abbandona gli studi).

Ma a distanza di un paio di settimane, che risultati ha avuto il nuovo servizio?

A sentire gli studenti, non troppo incoraggianti. Innanzitutto molti, come Agostino, studente di Economia, o Lorenzo, studente di Statistica non si erano neanche accorti di questa nuova opportunità, anche se sembrano valutare positivamente l’iniziativa. Alessio, Economia, e Niko, Scienze Politiche, hanno invece trovato di scarsa utilità i pochi messaggi arrivati sulla nuova casella, tanto che spesso si scordano di controllarla. Certo la pubblicità fattagli dall’Università sembra un po’ scarseggiare, così come i possibili impieghi, dato che ognuno ha sempre potuto benissimo usare la propria mail personale.

Infatti c’è chi, come Sara, studentessa di Psicologia, pur reputandola una buona idea non ne vede per ora l’utilità. “l’unica cosa che mi interessa” dice “cioè le mail “di presa visione verbali con firma digitale”, mi arrivano anche al mio indirizzo “normale”, dunque non uso la casella dell’Università”. Appunto, ma se un servizio del genere non usufruisce di questa mail, allora quali altri lo fanno, si chiedono implicitamente gli studenti? “Nonostante ciò” continua Sara, “può essere un buon modo per comunicare fra studenti”. Lo spiega meglio Lorenzo, studente di Scienze Motorie, che ne intravede questo possibile ed utile usopenso allo scambio di slide o file di appunti. Ti è mai capitato di dover, o volere, inviare file o slide a un collega ma non sapere o ricordare la sua email?In questa maniera abbiamo un’email facile da ricordare per tutti!”

C’è chi poi invece, come Martina, Scienze Politiche, ci va giù dura, “potrebbero pensare a fare cose più importanti che attivarci caselle postali dove mandano solo email che non servono a nulla! E poi come sistema è piuttosto scomodo. Fondamentalmente” aggiunge “potevano offrire agli studenti servizi che davvero ci servono, come rimettere l’appello d’aprile”.

Insomma, per ora la mail dell’Università non sembra riscuotere grande successo, anche se qualcuno sembra intravederne un uso virtuoso. Ma come servizio è ancora “giovane” e quindi sicuramente ci sarà modo di metterlo a punto ed utilizzarlo nella maniera più appropriata. Certo, i problemi più urgenti forse sono altri, vedi il numero di appelli o la razionalizzazione degli orari, su cui gran parte degli studenti avrebbe sicuramente qualcosa da dire, (vero Martina?) ma per ora, come si suol dire, “chi s’accontenta gode”.

Luca Tanturli

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