Alla fine “l’impegno viene sempre premiato”. E’ un po’ il messaggio che, per bocca del Prof . Guderzo Massimiliano, e avallato un po’ da tutti i presenti (neolaureati, Preside Franca Alacevich, Prof. Fusaro Carlo, e il giornalista Rai, ex studente della Cesare Alfieri, Alberto Severi) è passato alla Consegna dei diplomi ai laureati triennali dell’ a.a. 2009-2010 svoltasi stamani, 20 Giugno, nell’Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”.

La cerimonia di consegna dei diplomi di laurea vuol’essere un “segnale di particolare apprezzamento”, queste le parole del prof. Fusaro, sia verso gli studenti sia verso il lavoro che hanno svolto nel corso della loro carriera studentesca.

E non manca nulla perché sia proprio così; dall’abito da cerimonia indossato da Preside e Professori, alla musica trionfante che accompagna il momento delle consegne. Sembra quasi una sequenza a rallentatore, in completo stile cinematografico, dove l’eroe di turno arriva finalmente esultante alla meta prevista, oppure quando la bella della scuola viene conquistata dal ragazzo un po’ “sfigato”. Stavolta però, l’oggetto del desiderio ti viene recapitato proprio fra le mani, quel “pezzo di carta” che costa tre anni (anche qualcosa in più spesso!) di duri sacrifici. Domeniche sui libri, esami temutissimi, professori che mettono paura. Tutto finito, almeno per chi non continuerà gli studi, ovvio. Per gli altri sarà “solo” una tappa, ma comunque, per tutti, resta una soddisfazione.

Soddisfazione espressa anche dai neolaureati, che durante la cerimonia parlano per bocca di un loro rappresentante, Fabrizio Borchi, che parla di Scienze Politiche come di una “facoltà importante per orientare le scelte successive, sia accademiche che umane”. Insieme alle lodi però, non mancano le critiche, in special modo sugli orari dei corsi e la carenza di appelli, argomenti sempre molto cari agli studenti, e che la preside assicura d’aver recepito.

In rappresentanza dell’associazione “Alumni” degli ex studenti della Cesare Alfieri, e a testimonianza della non linearità del percorso che aspetta ogni neolaureato, e che mostrerà difficoltà di ogni genere ai futuri lavoratori, parla anche Severi, studente degli anni ’70-’80. Il suo intervento è un ricordo del fatto che sempre, oggi come allora, “è un momento difficile”, classica risposta data ai giovani e ai loro problemi quando si affacciano al mondo del lavoro e che ormai è diventato un vero e proprio tormentone, per cui l’invito è quello di “investire sulla passione e sull’impegno”, raccogliendo in futuro i frutti del proprio lavoro.

Passione e impegno dunque. Sembrano essere queste le parole d’ordine. Anche il Prof. Guderzo ne parla, quando esprime la speranza che ognuno possa “convogliare nel proprio lavoro la passione scoperta sui banchi”. Ma non solo, questo è anche un momento che sancisce la presa di una certa responsabilità. Lo ricorda ai neodottori la Preside Alacevich, dicendo loro che “voi siete il nostro biglietto da visita nel mondo, quindi se il nome della Cesare Alfieri continuerà a contare dipende da voi”.

Una cerimonia dunque che è qualcosa di più di un semplice attestato di merito, e che da punto di arrivo di ogni studente si trasforma in punto di partenza di ogni giovane laureato, ancora all’inizio della propria carriera professionale. E’ a tutti i laureati quindi che facciamo un sincero, studentesco, “in bocca al lupo”!

Luca Tanturli

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