Presentati ieri (il 16 giugno) presso la Facoltà di architettura in Santa Verdiana i progetti per il SIT-IN Florence. Tranquilli, non si tratta di un sit-in di protesta, dunque non troverete nessun manifestante seduto per terra con tanto di striscioni, bensì di un progetto di re-design affidato a studenti universitari e delle scuole superiori, su sedie fornite da IKEA.

Il SIT-IN Florence è appunto un progetto di re-design, ovvero di realizzazione di un nuovo design a partire da un modello già esistente, in questo caso di una sedia. Il duplice obiettivo, come spiega Elisa Cianfanelli (sua l’idea dell’evento), responsabile scientifico del progetto e docente di Disegno industriale dell’Università degli Studi di Firenze è quello di “recuperare un vecchio “lifestyle”; quello di uscire la sera a ragionare – come si dice in Toscana – portandosi le proprie sedie da casa, come si faceva una volta, ma anche un progetto che metta in mostra i giovani creativi”.

Il palcoscenico di questa “mostra” è di quelli importanti, la Biennale dell’Arte Contemporanea, che dal ’97 a oggi ha ospitato centinaia di artisti e che proprio l’anno passato, parlando di design, ha visto ospiti i disegni di Pininfarina. In programma alla Fortezza da Basso di Firenze dal 3 al 11 dicembre, ospiterà i lavori, che poi invaderanno le strade cittadine. All’iniziativa partecipano dai 400 ai 500 studenti, tante le sedie richieste e che IKEA ha fornito, universitari (Corso di Laurea in Disegno Industriale, Corso di Laurea Magistrale in Design, Corso di Laurea in Cultura e Progettazione della Moda), ma anche dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e di Carrara e di alcuni istituti superiori di Firenze. I ragazzi dovranno intervenire non solo nell’aspetto formale, ma anche in quello funzionale; la sedia infatti dovrà mantenere integra la sua funzionalità e al tempo stesso essere oggetto rinnovato, ispirandosi ai temi dati, che sono quelli della moda, della storia, della cucina, dell’arte, della scienza e della lingua italiana. Oltre alla manifattura e al saper fare italiano e all’Unità d’Italia, di cui quest’anno si festeggiano i 150 anni.

Questo progetto vuole essere una sfida dal sapore contemporaneo. In una città come Firenze, dove il passato importante la fa da padrone, c’è forse bisogno più che altrove di “interrogarsi sul contemporaneo, come fonte di ispirazione e confronto” sostiene Olga Mugnaini, giornalista de La Nazione. “Non è vero che è tutto fatto” dichiara il Prof. Massimo Ruffilli, docente della facoltà di Architettura, “ci sono un sacco di oggetti di cui ho bisogno e che voi dovrete disegnare” aggiunge rivolgendosi ai presenti.

Il futuro del design insomma sembra passare anche da questi giovani creativi, dunque libero sfogo alla loro creatività, ma che funzioni, s’intende.

Luca Tanturli

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