Dopo aver messo alla berlina le scadentissime soap italiche con i suoi tecnici scalcinati (fatta salva l’assistente Caterina Guzzanti) e i suoi divi cani e rompiscatole (Pietro Sermonti e Carolina Crescentini), lo spiritoso trio di registi Ciarrapico, Torre e Vendruscolo prende di mira il cinema. E il risultato è esilarante.

I fan che temevano il salto della serie cult “Boris” dal piccolo al grande schermo, possono stare tranquilli: la prova viene superata egregiamente dai 3 autori, grazie all‘umorismo finissimo, lo sguardo implacabile, la scrittura diretta e coraggiosa, la capacità di scelta (nell’abbondanza da loro stessi prodotta, in fase di sceneggiatura e di riprese) e soprattutto l’eleganza e la coerenza con cui sono passati dal ritrarre la televisione in televisione al fotografare il cinema nel cinema. Non di parodia si tratta, infatti, spessissimo, ma di fotografia vera e propria, ritoccata ad arte e virata sul comico.

Ed il passaggio dalla tv al cinema è proprio quello che tenta di fare il protagonista, René (Francesco Pannofino), regista televisivo che si trova alle prese con il più ambizioso dei progetti, fare un film “alla Garrone” da La casta di Rizzo e Stella. Ma il mondo del cinema è addirittura peggio di quello della tv, perché sotto l’allure del “salotto buono dell’industria culturale” si nasconde un sottobosco di sceneggiatori ricchi e nullafacenti, attrici nevrotiche, direttori della fotografia che si sentono grandi artisti. E, soprattutto, lo spettro incombente del Cinepattone, l’unico vero genere cinematografico che il pubblico apprezza e che, a dispetto dei “cinematografari” snob, manda avanti la baracca.

Chi conosce già la serie televisiva, ritroverà al cinema gli stessi personaggi e lo stesso divertimento. Per chi non ha mai seguito in tv le disavventure di René Ferretti e della sua scalcinatissima troupe, nessun problema, il divertimento è assicurato ugualmente. In ogni caso, Boris. Il film offre allo spettatore quasi due ore di simpatica allegria, probabilmente quella di miglior qualità che il cinema italiano abbia prodotto negli ultimi mesi.

 

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