Riparte l’Europa che conta. Va in scena l’andata degli ottavi di finale della Champions League. Milan e Roma sono impegnate in casa contro Tottenham e Shakhtar.

MILAN – TOTTENHAM 0 – 1

Non basta la carica dei 70 mila spettatori. Non basta un trend favorevole contro le inglesi (8 vittorie su 15 match). Il Milan perde l’andata degli ottavi contro il Tottenham. Nel primo tempo i rossoneri sono poco incisivi e prestano troppo il fianco alla velocità e all’aggressività degli inglesi. Nei secondi 45 minuti gli undici di Allegri provano a scuotersi: cercano di alzare il ritmo e costringono gli uomini di Redknapp ad abbassare il baricentro. È proprio questo forcing milanista a beffare all’80 minuto Amelia e a gelare l’intero stadio. Gli Spurs applicano alla perfezione il contropiede: Lennon parte in velocità, salta Yepes e crossa al centro un pallone che Crouch, da solo, deve mettere dentro. Nel finale Ibra trova il gol del pari in rovesciata, ma la rete è annullata per un fallo che l’attaccante commette su un difensore per liberarsi e andare al tiro.

Gattuso e Jordan (allenatore in seconda degli Spurs) sono protagonisti di uno spiacevole episodio. Le scintille tra i due iniziano nel secondo tempo, dopo una brutta entrata di Flamini su Corlucka. Passati alcuni minuti dall’interve nto, il centrocampista rossonero si becca da lontano con Jordan, poi si avvicina alla panchina inglese e mette una mano al collo del vice allenatore, che reagisce insultandolo. Al triplice fischio si accende una mischia: Gattuso e Jordan si beccano di nuovo e finiscono in un duro faccia a faccia. Il milanista rischia una squalifica con la prova tv da parte della Uefa. Ora il 9/03 (ritorno) a Londra, il Milan dovrà fare un’impresa se vorrà continuare il suo percorso europeo.

ROMA – SHAKHTAR DONETSK 2 – 3

Atmosfera tesa e surreale. Fischi per i giallorossi all’ingresso per il riscaldamento pre partita e fischi per Ranieri alla lettura della formazioni. Questo è lo scenario dell’Olimpico. Questo è il clima in cui la Roma deve affrontare lo Shakhtar Donetsk. I giallorossi vogliono vincere per dare una sterzata a un periodo negativo e rispondere alla contestazione dei tifosi. Tutto accade nel primo tempo. Un primo tempo da incubo che porta prima urla di gioia, per il gol del vantaggio di Perrotta, ma poi fischi per la rimonta che i giallorossi subiscono in soli 12 minuti. 12 minuti di totale black out. 12 minuti di follia. Dal 29’ al 41’ gli ucraini calano il tris, strapazzando gli undici di Ranieri. Nel secondo tempo i padroni di casa provano a ribaltare il risultato, mettendo il cuore oltre l’ostacolo. Sembrano più vivaci, tenaci e volenterosi, forse perché scossi dai fischi di fine primo tempo. Gli attacchi dei giallorossi producono solo il 2 – 3 di Menez, perché gli ucraini sono compatti e  riescono a gestire il vantaggio, rischiando anche il poker. Al termine della partita è contestazione. I giocatori giallorossi vanno sotto la curva sud a prendesi i fischi dei propri tifosi. Un malessere esterno, ma anche interno. Infatti, la Sensi (presidente in scadenza) avrebbe voluto il ritiro della squadra in caso di sconfitta. La sconfitta è arrivata, ma il ritiro no. L’8 marzo ci sarà il ritorno in Ucraina. Una partita da vincere senza, però, Cassetti e Menez (squalificati).

Ylenia Marino

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