Tanto è stato detto, tanto è stato ipotizzato, tanto è stato scritto. Ma parrebbe non essere abbastanza. Sull’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa venticinquenne inglese uccisa mentre era in erasmus a Perugia il 1 marzo 2007, è stato infatti girato un film prodotto da Craig Piligian e diretto da Robert Dornhelm.

Protagonista principale di questo film-documentario che uscirebbe in tv il 21 febbraio in America, la ragazza allora ventenne che è stata condannata in primo grado a 26 anni di carcere per l’omicidio di Meredith: Amanda Knox. Secondo la ricostruzione dei giudici, Amanda e il suo ragazzo Raffaele Sollecito (condannato a 25 anni) avrebbero incontrato l’amico Rudy Hermann Guede (condannato a 20 anni) per poi recarsi a casa di Meredith, che era coinquilina di Amanda.
Nella serata Amanda e Raffaele si sarebbero scambiati effusioni, e Rudy avrebbe provato a violentare la Kercher che, reagendo, avrebbe raccolto su di lei le ire dei due fidanzati e dell’africano finendo per essere uccisa con un coltello.

La vicenda ha avuto un grande riscontro mediatico perchè, nonostante le prove contro Amanda fossero molte e di vario tipo, la ragazza è sempre stata dipinta dalla stampa americana come una povera vittima dell’impietosa malagiustizia italiana.

La condanna in primo grado è stata emessa il 16 dicembre 2010, e adesso il processo è alla corte d’appello.

Durante lo svolgimento dell’intero processo è stato quindi girato il film che vede la giovane attrice statunitense Hayden Panettiere nei panni di Amanda, con la produzione della casa cinematografica Lifetime.

Il padre di Amanda ha dichiarato che la figlia vedendo dal carcere il trailer del film si sarebbe sentita male, affermando che ritiene inaudito il fatto che una vicenda che vede un processo ancora al secondo grado, e soprattutto  così delicata, venga messa alla berlina dando così una sua dichiarazione certa di colpevolezza.

Sempre la famiglia di Amanda si è detta inorridita dell’intera faccenda, e si è detta pronta a fare causa alla Lifetime nel caso in cui non annulli l’uscita di “Amanda: murder on trial in Italy“. Secondo le indiscrezioni la scena della violenza fatta a Meredith sarebbe molto violenta e realistica, e sarebbero rappresentati anche dettagli così crudi che la famiglia della vittima ha richiesto che il trailer, già in giro da un pò di giorni, venga tolto da tutti i canali compreso Youtube.

Viene da domandarsi se sia giusto mettere sotto gli occhi di tutti una storia così cruda e violenta che, oltre allo stadio in corso del processo, mette a nudo una vicenda personale e triste che toccherà nel profondo tutti coloro che sono stati vicini a Meredith. Purtroppo la spettacolarizzazione del dolore e dei sentimenti umani sono ormai una quotidiana realtà, e portano a romanzare anche vicende tristemente note come queste, pur di avere un pò di audience in più.

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