Ci risiamo.
Non sono passati che sei giorni da quando il governo Berlusconi, con il margine di tre voti alla Camera, è riuscito ad incassare la fiducia, e a rimanere in sella a questo paese, che la sua forza viene già rimessa alla prova, nella settimana che ci conduce alla Santa festa del Natale: oggi infatti riparte la discussione del DDL Gelmini, facendo capolino (forse per l’ultima volta) in Senato. E con la sua votazione prevista in scaletta per mercoledì 22, sorge spontanea una domanda, forse più consona a ambienti calcistici, ma che può rendere bene l’idea: Maria Stella Gelmini mangerà il panettone? Riuscirà a portare in porto il suo progetto?

Di sicuro, c’è chi non starà a guardare passivamente mentre le cose, semplicemente, accadranno: gli studenti, prima di tutto.
Oggi, lunedì 20 dicembre, si è svolta alla Facoltà di Scienze della formazione, occupata da tempo, un’Assemblea d’Ateneo. Lo scopo: mettere in chiaro come il movimento di protesta intenda muoversi, per poter rendere al meglio in quello che sarà il giorno cruciale, mercoledì 22.

Secondo quanto riportato dall’evento aperto su Facebook, l’esigenza di ritrovarsi tutti assieme scaturisce dalla “necessità di portare avanti la lotta con la decisione che ci ha caratterizzato sino ad ora”; esigenza venuta fuori dopo che il 16 dicembre era stato organizzato un presidio in Piazza San Marco per esprimere la propria solidarietà con i ragazzi processati per i fatti di Roma.

Proprio a proposito di Roma, con lo sguardo rivolto al 22, ha parlato Andrea dell’Unione degli Studenti, il suo commento raccolto dal sito di TGCOM: “Quel che è successo il 14 non ci ha fermato. Questo il messaggio che vogliamo lanciare. Il nostro obiettivo saranno i palazzi del potere, la zona rossa. Sarà un assedio“. E pensando già al dopo votazione, aggiunge:”La nostra risposta dopo quella giornata sarà più forte, più amplificata”.

Si prevedono dunque mobilitazioni di un certo peso in arrivo dal mondo degli studenti. Ma occhio anche agli altri: i ricercatori hanno già dichiarato, infatti, che anch’essi riprenderanno le proteste, e saranno tutt’altro che spettatori durante i cortei previsti per mercoledì, quando forse questa vicenda volgerà al termine.

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