Abu Dhabi si tinge di nerazzurro. Fuochi d’artificio, urla di gioia, festeggiamenti e foto ricordo. Un serata davvero speciale per l’Inter e per tutti i suoi tifosi. “Quinto Titulo” per dirla alla Mourinho. Dopo 45 anni il club di Moratti è di nuovo sul tetto del Mondo. È il terzo Mondiale per Club (ex Coppa Intercontinentale) conquistato dalla squadra milanese. Gli undici di Benitez si impongono per 3 – 0 sui congolesi del Mezembe. È un’Inter insuperabile per i campioni d’Africa, che sono già nella storia per aver raggiunto per la prima volta la finale del Mondiale per Club. I nerazzurri dominano la partita e soprattutto mostrano il loro gioco spietato e cinico (questa è l’Inter che conosciamo). Pandev, Eto’ò e Biabiany sono i marcatori della gara. I meriti vanno, però, a tutti: a chi ha segnato, a chi a giocato (Zanetti) e a chi non ha potuto giocare (Samuel e Sneijder). Al triplice fischio dell’arbitro è delirio in campo e nel settore occupato dai tifosi nerazzurri.

La prima premiazione è per il miglior giocatore del torneo. Il vincitore è l’attaccante nerazzurro camerunense, Eto’ò. Poi è la volta della consegna del trofeo. Il presidente della Fifa, Joseph Blatter, consegna personalmente la Coppa nella mani di Zanetti e la festa può cominciare. I giocatori in campo danzano e scherzano. Il menù della festa è: allegria, divertimento e “manita”, in segno dei 5 trofei vinti (su 6) nel 2010.

Queste le parole di Moratti dopo la vittoria: “Era importante arrivare alla fine di questa stagione conquistando questo trofeo. Festeggeremo tanto, è un viatico per ricominciare con forza in campionato e risalire la china per arrivare a raggiungere il Milan, oltre a far bene in Champions League”. È una vittoria importante, oltre che per la Coppa in se per se, soprattutto per l’iniezione di fiducia, euforia e convinzione nei proprio mezzi.

Dure e polemiche le parole dell’allenatore Benitez nella conferenza stampa post gara: “Merito rispetto. Mi sono addossato tutte le colpe e tutte le responsabilità, ma il club mi aveva promesso ad agosto tre giocatori. Non è arrivato nessuno. Ora ho bisogno di rinforzi, altrimenti parlino con il mio procuratore”. Chiaro il riferimento al presidente Moratti.

Il miglior giocatore del torneo (Eto’ò) dice: “Lo spirito giusto lo abbiamo sempre avuto, ma siamo stati in difficoltà a causa degli infortuni ultima­mente. Non era la vera Inter. Ora speriamo di continuare come negli ultimi 8 giorni perché vogliamo vedere un’Inter sempre così”.

Resta impresso nella mente l’emozionante gesto di Zanetti. Il capitano nerazzurro prende la Coppa, la posiziona sotto la curva dell’Inter e chiama tutta la squadra per correre a festeggiare insieme ai propri tifosi la vittoria del trofeo più prestigioso. Un’immagine unica che resterà indelebile nei cuori dei tifosi nerazzurri.

Ylenia Marino

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