Juventus e Sampdoria terminano la loro avventura in Europa League rispettivamente con un pareggio e una sconfitta. Ora occorre fare tesoro di questa esperienza e concentrarsi sulle altre competizioni (Campionato e Coppa Italia).

JUVENTUS – MANCHESTER CITY 1 – 1

Un punto che accontenta tutti. Il Machester City di Mancini mantiene la testa del girone e la Juventus riesce nell’intento di tenere l’imbattibilità (sei pareggi su sei partite).
Per i bianconeri spazio ai giovani: da Giannetti a Boniperti (il nipote di quel Boniperti), da Camilleri a Buchel. A Giannetti per la Juve risponde Jò per gli inglesi. Partita che scorre via con qualche occasione per entrambe le squadre (specie nel secondo tempo). Insulti ai danni di Balotelli che non è neanche partito con la squadra per Torino. Il coro che riecheggia dagli spalti è quello dello scorso anno: “Se saltelli muore Balotelli”. Inoltre ad inizio partita la curva sud ha inneggiato cori contro Mancini, come ex allenatore dell’Inter.

Del Neri sulla mancata qualificazione in Europa League dice: “Un anno di esperienza in più che avevano gli altri. Abbiamo pagato duramente questo impatto iniziale, con tanti cambiamenti, però adesso la squadra ha una sua identità di gioco, con un calcio giusto e razionale. Possiamo competere con tutti, cambiando anche gli interpreti, per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati all’inizio dell’anno”.

DEBRECEN – SAMPDORIA 2 – 0

Saluto amaro per la Sampdoria. I blucerchiati, già eliminati, perdono anche l’ultima partita del girone di Europa League. A Budapest (Ungheria) in un clima gelido (-10°) i padroni di casa conquistano la prima vittoria grazie alla doppietta di Peter Kabat (anche se il secondo gol è deviato in porta da Volta).  È l’occasione per dare spazio ai giovani che cercano in tutti i modi di mettersi in mostra, anche se in un clima così è difficile riuscire a correre e a respirare. Inoltre è l’occasione per far rifiatare un po’ le prime linee. Di Carlo prima della gara aveva detto: “Onoreremo la sfida col Debrecen anche se la testa è al derby di domenica”. Le sue parole fotografano perfettamente la partita di ieri sera.

Ylenia Marino

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