In questi giorni, gli italiani si sono più volte trovati a doversi confrontare fra di loro, schierati su due fronti contrapposti: lo stiamo vedendo per il passaggio di una riforma del sistema scolastico sempre più carica di veleni, lo abbiamo sperimentato per quanto riguarda la sopravvivenza di questo governo. Ma oggi pomerriggio 15 dicembre, al Polo delle Scienze Sociali di Novoli, gli studenti universitari hanno avuto una dimostrazione di cosa voglia dire confrontarsi con l’esterno, così da valutare la sitazione di casa nostra attraverso uno sguardo diverso, più  maturo e consapevole: questo grazie alla lezione tenuta dal professor Antonio Alverez Pitaluga, venuto a parlarci di quello che è il sistema educativo del suo paese, Cuba.

Esprimendosi, per sua scelta, usando uno spagnolo lento e scandito, piuttosto che un italiano scorretto, il professor Pitaluga non ha perso tempo, centrando subito l’argomento:”Il tema dell’educazione è molto importante a Cuba ma in generale in tutta l’America Latina, ed è difficile pensare che in un mondo dove il progresso ci ha portato ad avere  oggetti come i computer o i cellulari,  le persone analfabete, impossibilitate ad accedere ad informazioni di basilare importanza, si contino a milioni. L’educazione è fondamentale affinchè non si formino soggetti unidimensionali (citando le parole del filosofo e scrittore Herbert Mancuse) ma individui consapevoli della società in cui vivono”.

Il profesore sottolinea in modo deciso come la storia del sistema educativo a Cuba  si sia legato alle vicende politiche che sconvolsero il paese, circa 50 anni fa:”Quando ci fu la rivoluzione, si pensò  subito a imprimere un cambiamento, un allargamento dei diritti: altrimenti, del resto, per cosa si fa una rivoluzione? […]Fu chiaro come servisse una nuova cultura nazionale, che fosse davvero popolare, e così con una delle prime leggi promulgate, nel marzo del ’59, il sitema educativo subì una svolta radicale, istantanea, dal giorno alla notte: l’intero apparato divenne gratuito, totalmente gratuito. Ed è così anche oggi, dopo 50 anni. […] Gli effetti della campagna di alfabetizzazione si videro dopo poco: bastarono due anni, infatti, perchè Cuba risultasse il primo paese dell’America Latina la cui popolazione fosse interamente alfabetizzata. E oggi, grazie ad un progetto chiamato ‘Universidad por todo’, una persona normale può assistere a delle vere e proprie lezioni tenute da docenti su svariati argomenti, il tutto comodamente seduta davanti al televisore”.

il professor Antonio Alvarez Pitaluga

 

La rivoluzione ha però lasciato un segno forte sulla società cubana anche in un altro senso:”Stando ai numeri, le donne sono quelle che più hanno capito il senso dela rivoluzione, tanto che oggi rappresentano l’80% della classe studentesca universitaria, nonchè il 60% della forza lavoro. Non stupisce, alla luce di ciò, che da anni Cuba tenga il tasso più alto, in tutta l’America Latina, per quanto concerne le richieste di divorzio. Le donne, qui, non sentono ragioni (ride)”.

Volendo paragonare le grane a cui il sistema Italia sta andando incontro in questo settore con la realtà di Cuba, il professore ha inquadrato con chiarezza quello che, laggiù, corrisponde alla nostra preoccupazione di riforma:”Il maggiore problema che noi abbiamo riguarda le risorse economiche. A riguardo, mi piacerebbe contraddire un falso mito: si dice che a Cuba non sia possibilie usare Internet. Niente di più sbagliato! Vero è piuttosto che, data l’opposizione degli Stati Uniti a permetterci di usare i satelliti, la nostra rete Internet poggia ancora sui cavi sottomarini di trasmissione dati. Capite bene quanto ciò renda la connessione difficoltosa, ed è per questo che il servizio, per funzionare a dovere, deve essere limitato a determinati ambienti, quale quello universitario”.

Tornando più specificamente a discutere di educazione, il professor Pitaluga ha parlato della reputazione di cui il sistema cubano gode all’estero, nonchè  dei presupposti teorici che sottostanno l’organizzazione del sistema dell’istruzione:”Uno dei campi in cui la nostra formazione è maggiormente apprezzata è quello della medicina: i nostri medici sono molto richiesti al di fuori del paese, e state tranquilli che se il governo spagnolo, ad esempio, decide di assumere un nostro medico, avrà tanta premura da fargli avere tutti i documenti necessari per il trasferimento entro non più di 15 giorni!(ride). […] Più in generale, noi istruiamo le persone in campi che possano risultare utili alla crescita del paese: non avendo mire su progetti aerospaziali, quindi, non ci proccupiamo di formare ragazzi in quel settore, ma ci concentriamo sui bisogni di Cuba”.

 

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