Oggi, 14 dicembre, era il giorno del giudizio, il momento della verità, il possibile turning point. Oggi, in mattinata, era in programma il passaggio del voto di fiducia all’attuale governo Berlusconi, giunto ormai ai ferri corti con i dissidenti di Futuro e Libertà. Roma ha visto, come sempre, le sue piazze riempirsi di protestanti, ma anche Firenze ha detto la sua: dalle ore 11.45 la sede del Rettorato è stata occupata da un gruppo di manifestanti, per lo più ricercatori.

Un gesto di dissenso più discreto rispetto ad atti più eclatanti, ma deciso, breve ma intenso: una giornata ad occupare uno dei luoghi che maggiormente simboleggia il sistema universitario fiorentino.

“La nostra protesta si collega inevitabilmente a ciò che sta succedendo in questi momenti in Parlamento”, ha detto Marco Biffi, ricercatore nonché futuro rappresentante della sua categoria nel Consiglio di Amministrazione del prossimo anno. “Il nostro dissenso si rivolge ad una riforma del sistema universitario che risulta sbagliata in più parti, e appare come il prodotto di un governo irresponsabile. Una sua eventuale approvazione ci porterebbe a dover rivedere la nostra strategia, anche perché la questione non si chiuderebbe lì: abbiamo calcolato che per la completa attuazione del progetto si farebbe necessaria l’approvazione di circa altri 60 provvedimenti importanti; cosa non facile da portare ad attuazione, data la situazione di instabilità del governo”.

Non sono mancate frecciate rivolte direttamente al Ministro più presente nei pensieri degli studenti, Maria Stella Gelmini:”Ci accusa di difendere i baroni, ma la realtà è diversa. Con questa riforma si conferisce sempre più potere nelle mani dei professori ordinari, i veri baroni della situazione. Allora mi chiedo: chi appoggia davvero il baronaggio? […] Il Ministro semplifica sempre tutto, e la sua riforma non privilegia davvero il concetto di meritocrazia. Questo principio dovrebbe valere per tutti, ma è lei stessa ad assurgere ad anomalia: basta dare un’occhiata al suo curriculum”.

Annunci