Doveva essere il giorno dell’inaugurazione del nuovo anno accademico.
Oggi, 3 dicembre, Palazzo Vecchio era previsto ospitare, nella meravigliosa cornice del Salone dei Cinquecento, la cerimonia che da sempre segna un momento importante nell’inverno dell’università fiorentina. Ma oggi non ci sarà niente di tutto ciò: come ha riportato il rettore Alberto Tesi qualche giorno fa, il clima che si e venuto a creare, di “viva preoccupazione dell’intera comunità universitaria per l’incertezza circa le prospettive del sistema accademico italiano”, non permette di affrontare serenamente l’evento. Una decisione, questa, coerente con quanto già fatto il 30 novembre: in occasione del passaggio alla Camera del DDL, il rettore si era pronunciato a favore di una sospensione della didattica, azione fortemente condannata dal Ministro all’ Educazione e all’Università Maria Stella Gelmini.

È da ieri pomeriggio, invece, che il tetto dell’edificio D1 a Novoli non è più occupato.
Gli studenti di Sinistra Universitaria-Unione Degli Universitari (UDU) di Firenze e un gruppo di ricercatori avevano deciso di assumere una posizione decisa; un atto di forza, il loro, che aveva preso il via il 29 novembre, in concomitanza con altre azioni di protesta, quale il blocco del traffico ferroviario (vedi “Blackout in zona Rifredi: corteo manda in tilt strade e binari”) e la ‘presa’ di una stanza del Rettorato.
Dopo 4 giorni di ininterrotto controllo del tetto/terrazzo con vista su Viale Guidoni, e che simbolicamente apre il Polo universitario a chi entra dall’esterno, gli striscioni sono stati riavvolti, le casse spente, il luogo riconsegnato. Passata la votazione del testo di legge alla Camera, forse cadeva un po’ la ragion d’essere del gesto. Senza contare le difficoltà del caso, soprattutto per quanto riguarda i pernottamenti in un luogo aperto, durante una stagione non certo “calorosa”.

Appare quindi chiaro come ora servano nuove iniziative, atte a lanciare il messaggio che niente si è chiuso il 30 novembre. Per saperne di più, questa sera alle ore 18 è prevista un’assemblea a Lettere, dove verranno tirate le fila della protesta e verrà discusso come procedere da qui in poi.

Nonstante il clima già invernale, si prospetta una prima metà di dicembre più calda che mai.

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