Sono passate soltanto poche ore da quando il tanto discusso disegno di legge presentato dal Ministro dell’Istruzione e dell’Università Maria Stella Gelmini ha passato il giudizio della Camera: alla fine sono stati 307 i voti a favore, 252 i contrari e 7  gli astenuti. Il verdetto maledetto/benedetto è giunto nella serata di ieri, 30 novembre. La notizia ha fatto il giro dei grandi mezzi di informazione, la cui giornata di fine mese, fino ad allora, non era certo stata noiosa: proteste e manifestazioni si sono rimpallate da un capo all’altro della penisola, alcune più alcune meno violente. Nel pomeriggio il governo era finito sotto per ben due volte, ma si trattava della discussione di alcuni emendamenti. La vera votazione, quella decisiva per il passaggio del DDL, ha dato ragione alle forze della maggioranza. Suscitando reazioni di vario tipo.

Lorenzo Usai, di Lista Aperta, ha voluto mettere l’accento su un aspetto molto importante della riforma:”La cosa importante è che si definisca la questione dei finanziamenti. Non credo che il Senato apporrà modifiche rilevanti. In una riforma come questa, dove vi sono molte deleghe al governo, ci aspettiamo chiarezza da parte di Tremonti”.

Dal fronte  dei contrari, il sentimento prevalente è la delusione.

Alberto Giusti di Studenti Democritici ha definito l’esito del voto “quasi scontato, visto l’appoggio di Futuro e LIbertà”; circa il futuro del testo afferma come “ora l’unica speranza è che l’opposizione riesca a far slittare la discussione al Senato a dopo il voto di fiducia al governo (prevista per il 14 dicembre). Il punto chiave sarnno i decreti attutativi.

Lorenzo del Collettivo Politico di scienze politiche gli fa eco: “ce l’aspettavamo. Il fine delle proteste avvenute in questi girni non era tanto quello di bloccare l’approvazione, quanto quello di operare una sensibilizzazione veros il problema. Ora speriamo in un grossa reazione. […]Finora le proteste sono state molto accese, di un’intensità fuori dal comune. C’è bisogno di un’opposizione che non si limiti a proporre emendamenti, ma presenti un progetto alternativo: non si fa opposizione così”.

Non vi si discosta molto la dicharazione di Enrico Bartolini di Sinistra Universitaria:” Siamo rimasti male, speravamo che qualcosa potesse succedere, che venisse approvata una modifica sostanziale. Chiaro, fino a che non vedremo il testo passare entrambe le approvazioni delle camere, non ci fermeremo. Certo è che quella di ieri è stata una bella botta“.

Ma non solo studenti hanno espresso il loro rammarico. Elisabetta Gagliardi, una delle responsabili del Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari, ha espresso l’opinione della categoria:”L’approvazione del DDL è coerente con la politica del governo attuale, assolutamente ostile ad ogni tipo di confronto e interessata unicamente a tirare dritto sulla sua strada. Se ci fosse stata attenzione a quello che sta succedendo, sarebbero stati aperti dei tavoli di discussione. L’opposizione ha mostrato un atteggiamento più vivo rispetto a prima, anche se arriva un po’ tardi.[…] Per quanto riguarda la discussione al Senato, non mi sento di fare pronostici: in questo paese è sempre un terno al lotto, può succedere di tutto”.

Ma c’è chi di questo “sì” è contento.”Abbiamo preso l’approvazione in maniera positiva“, afferma Niccolò Macallè di Studenti per le Libertà,”una risposta a tutte le polemiche che si sono succedute in questi giorni. Sul futuro del testo inciderà inevitabilmente quando verrà portato in Senato: il voto di fiducia del 14, qualora avvenisse prima, potrebbe influenzare il proseguo del cammino del DDL”.

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