E sciopero sia. Dopo 4 mesi di intese e lunghe riunioni è stata rottura. La Lega e l’Aic (Associazione calciatori italiani) non hanno trovato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo dei calciatori. Il penultimo turno di Seria A dall’anno non si giocherà. L’11 e il 12 dicembre i giocatori appenderanno gli scarpini al chiodo e non scenderanno in campo. Maurizio Beretta, il presidente della Lega di A afferma: “Stiamo assistendo ad un pericoloso gioco al massacro: lo sciopero dei calciatori è una decisione irresponsabile e senza ragioni. Sono stupefatto dalla decisione dell’Aic di alzarsi dal tavolo della trattativa mentre il presidente Giancarlo Abete stava illustrando la bozza di sintesi preparata dalla Figc. È una giornata senza precedenti”. Nella storia del calcio da quando esiste il sindacato dei calciatori (fondato nel 1968 da Sergio Campana) è la seconda volta che i giocatori proclamano uno sciopero (il primo era stato il 17 marzo del 1996).

L’oggetto di discussione, come detto, è la trattativa sul contratto collettivo che si articola in otto punti. Su sei di questi entrambe le parti sono pronte a parlare, mentre l’ottavo (quello sui trasferimenti coatti  è stato escluso da ogni discussione). Il nodo è il settimo punto, quello sui cosiddetti “fuori rosa”. Le due parti, ossia la  Lega e l’Assocalciatori, sono molto lontane. In breve questo punto riguarda la preparazione per i calciatori messi fuori rosa. Per la Lega  la squadra può essere divisa in gruppi (e di conseguenza i fuori rosa possono allenarsi a parte e non insieme alla squadra) mentre per l’Assocalciatori non ci deve essere nessuna distinzione e tutti si devono allenare insieme (senza distinzioni).

Leonardo Grosso, il vicepresidente dell’Aic, dichiara al termine della riunione di ieri: “C’è lo sciopero proclamato per l’11 e il 12 dicembre. Siamo davvero dispiaciuti perché c’era la disponibilità, abbiamo anche lavorato sotto traccia per trovare eventuali punti di intesa, ma non si è trovato l’accordo”.

“Lo sciopero proclamato dall’Assocalciatori è un atto intimidatorio, prepotente e arrogante”, tuona Gianni Petrucci, presidente del Coni, e prosegue: “Chi mostra i muscoli spesso denota debolezza quanto annunciato questa sera dall’Aic rappresenta la manifestazione di un’assoluta lontananza dall’attuale momento del Paese e una scarsa attenzione per le sorti del calcio”.

Il 19/1 potrebbe essere la prima data utile per poter recuperare la 16° giornata, che prevedeva il big match tra Juve e Lazio. Il clima non è dei migliori, tanto che all’orizzonte c’è il rischio di un altro sciopero (si parla del 18/19 dicembre).

 

Ylenia Marino

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