L’appuntamento è sotto i “Palazzi della politica”. E a quanto pare nessuno vuole mancare a questo appuntamento. Pullman di studenti arrivano a Roma da tutta Italia, altri raggiungono la capitale in treno e a questi si aggiungono gli studenti delle università romane.

Tanti i cortei organizzati: gli studenti della Sapienza sono partiti da piazzale Aldo Moro (città universitaria), Architettura da Valle Giulia, Roma Tre da San Paolo ed un altro corteo è partito da Piazza Trilussa. Non sono poi mancati i cortei spontanei che in breve tempo sono nati in tutte le zone della città.

Prime tensioni in Piazza del Campidoglio: viene lanciato un fumogeno contro i poliziotti. Al grido di “Noi la crisi non la paghiamo”, i vari cortei si sono riuniti e da Piazza Venezia hanno imboccato Via delle Botteghe Oscure per raggiungere il Parlamento. Bloccate dalle forze dell’ordine tutte le vie d’accesso a Montecitorio nonostante fosse stato autorizzato dalla Questura un presidio di 100 persone davanti alla Camera.

Il corteo si dirige verso piazza Argentina, ma si scontra con il blocco della polizia. All’inizio, in maniera pacifica, alcuni studenti indossano dei caschi e fingono di utilizzare dei cartelloni con del copertine di libri come scudo, poi però la situazione cambia ed inizia il lancio di uova e carta igienica contro i blindati.

La situazione degenera nel pomeriggio. Il corteo cerca di raggiungere Trastevere e il ministero della Pubblica Istruzione, ma in via Tomacelli, un gruppo di giovani alla testa del corteo inizia a premere sui blindati che chiudevano via del Corso. Gli agenti in tenuta anti sommossa hanno lanciato i primi lacrimogeni. Alcuni studenti  hanno divelto pali della segnaletica stradale per usarli come armi negli scontri, altri levano gli scudi verso le forze dell’ordine. Poi la polizia carica violentemente, centinaia di agenti si lanciano verso i ragazzi con i manganelli alzati. Scoppia una vera e propria guerriglia urbana. Feriti e contusi da entrambe le parti

Il corteo si disperde e si dirige verso la stazione di Termini. Citando lo scomparso regista Mario Monicelli, gli studenti al grido di “Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon”, bloccano il traffico ferroviario, occupando i binari destinati all’alta velocità (dall’1 al 6). Solo nel tardo pomeriggio, attorno alle 18.30 gli studenti allo lasciato la stazione, e si sono nuovamente diretti verso la città universitaria della Sapienza in attesa dell’esito delle votazioni.

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