Questa mattina, intorno alle ore 10, un numero sempre maggiore di studenti si è raccolto davanti agli edifici del Polo delle Scienze Sociali di Novoli, bloccando quasi per intero via delle Pandette, l’arteria principale della sede universitaria. Il motivo della protesta, sempre lo stesso: dimostrare un fermo rifiuto nei confronti del DDL Gelmini, la cui votazione alla Camera è prevista proprio per oggi 30 novembre.

Alcuni striscioni sono stati appesi dai terrazzi del D5 e del D1. Sotto quest’ultimo si è piazzato l’immancabile furgoncino spara-musica, unica fonte di calore in una mattinata freddolosa, dove ancora alle 11.30 non era certo come la manifestazione si sarebbe sviluppata. Ma intorno ad un quarto a mezzogiorno ecco che il serpentone, formato da un numero oscillante fra le 500 e le 700 unità, si mette in marcia occupando viale Guidoni, da cui per l’occorrenza il traffico è stato deviato. Una colonna di studenti, aperta da uno striscione e da alcuni cartelloni, si dirige con passo deciso verso l’autostrada, intenzionati a bloccarla.

Non avevano però fatto i conti con le forze dell’ordine: fin dalla partenza del corteo si poteva cominciare a scorgere la formazione di una specie di cordone sanitario lungo il viale, costituito da circa sette camionette e da un numero elevato tra poliziotti e carabinieri. Mano a mano che gli studenti avanzavano, venivano presi accordi di compromesso con chi di dovere affinché la marcia potesse proseguire senza bisogno di dover impattare con gli agenti, i quali hanno operato diversi indietreggiamenti. Accordi su percorsi alternativi si sono succeduti fino a che le due linee, quella “rossa” dei manifestanti e quella “blu” delle forze armate, non si sono trovate a meno di venti metri l’una dall’altra.

Se già durante l’avvicinamento la tensione era percepibile, durante quei brevi ma intensi minuti di  stallo generale si percepiva un peso opprimente. Alcuni fumogeno sono stato aperti, e il lancio di uova ha reso la situazione a dir poco antipatica.

Ciò che si era creato era una situazione quasi da “guerra fredda”: sia per la temperatura, decisamente invernale, sia per la consapevolezza diffusa che poteva bastare un niente per far precipitare la situazione. Alla vista degli agenti disposti in tenuta da anti-sommossa, un gruppetto di ragazzi ha risposto incitando la folla con slogan come “facciamo vedere che Firenze non abbassa la testa” e attrezzandosi con caschi, bastoni e scudi: cosa che, sebbene da alcuni studenti giustificata come prevenzione contro gli atti violenti dei “caschi blu”, non ha certo aiutato a risolvere una questione sempre più complessa. La maggior parte dei manifestanti questo l’ha capito, e ha cominciato ad inveire contro quel piccolo nucleo perché i suoi membri si togliessero il casco, evidente simbolo di contraddizione per un corteo che si era fino ad allora espresso come pacifico. Dopo che una rappresentanza di studenti ha raggiunto le forze dell’ordine per un confronto verbale, si è deciso per deviare il flusso verso via Carlo del Prete; con buona pace di chi voleva sfondare il blocco.

Un’ulteriore deviazione, all’altezza del Mercafir, ha riportato il corteo sul viale Guidoni, direzione Polo. Si è succeduta quindi una piena occupazione delle strade, fino a che non è stato fatto ritorno al punto di partenza, con l’intenzione di arrivare fino a ponte alla vittoria.

Obiettivo autostrada fallito, dunque; a causa di persone che, nonstante non facessero altro che il loro mestiere, sono stati coperti da insulti di ogni tipo, da “buffoni!” fino a “assassini”. La marcia ha in parte visto “sfilacciarsi” il suo seguito, ciononostante la protesta ha potuto trovare un suo canale di espressione soprattutto nel blocco del traffico cittadino, un mezzo che in questi giorni ha rivelato essere uno dei più efficaci in mano agli studenti per creare disagio.

Nel pomeriggio è arrivata la notizia che la maggioranza è finita nuovamente sotto alla Camera, per ben due volte.
A dispetto di ciò, nella serata è arrivato il “sì” della Camera al decreto legge, con voto favorevole dei finiani e della Lega. Ora si attende la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per sapere quando il testo verrà sottoposto al Senato; con tutta probabilità andremo all’8 dicembre, dato che adesso siamo ancora in piena sessione di bilancio.

Qui di seguito, alcune foto esplicative di quanto detto:

studente emblema dello spirito della protesta

partono i fumogeni

scene da far west: da un lato gli studenti...

...dall'altro le forze dell'ordine

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