Il problema dell’integrazione è un tema sempre più emergente tra dissidi sociali, accanimenti mediatici e sofferenze individuali. Così ancora una volta, l’Ass. Filigrane, affronta l’argomento “Convivenza” su uno dei tanti territori interessati: Campi Bisenzio. All’incontro “TAVOLA ROTONDA” del 23 Novembre 2010 presso il Teatro Dante, con la collaborazione dello stesso comune rappresentati dall’Assessore alle Politiche  Giovanili Serena Pillozzi e l’Assessore alle Politiche Culturali Emiliano Fossi, si sono presentati diverse associazioni contraddistinte da comuni obiettivi quali: i giovani, la comunicazione, la cultura e la crescita.

Tra gli interventi più utili a comprendere la situazione del problema, è stato proprio quello della dott.ssa Elisa Simsig (SWG)che ha fornito diapositive sulle ricerche sociali annessi al tema (foto).

Le voci si sono susseguite con parole ricche di buoni propositi, di impegni presi  o bozze di progetti futuri, finendo, apparentemente, in una danza di parole vuote. Tipico difetto degli adulti. I giovani al contrario si differenziano: parlano sempre di ciò che sentono ed è proprio questo che li rende speciali alle orecchie di chi vuole ascoltare. I tre sedicenni, Silvia Nicola ed Asia, testimoniano infatti il punto di vista generazionale; arricchito dall’esperienze sul viaggio della memoria e dalla quotidianità della loro vita.

Ma tre adolescenti sensibili, acuti e spigliati non bastano. La partecipazione ad un tema simile non è mai sufficiente. Come affermano anche i giovani ragazzi, per quanto le scuole promuovano viaggi della memoria, molti sono ancora i giovani che non riescono ad associare il razzismo fascista/nazista da quello percepito oggi giorno:  “Il razzismo non era solo percepito, ma visto, vissuto e sentito fisicamente. Al contrario oggi, il razzismo è sottile. E’ celato”, tenta di spiegare Silvia, stud.ssa del Liceo Agnoletti . Secondo i tre studenti,  in questa denuncia contro discriminazioni ed emarginazioni, in questa lotta a favore della condivisione e dell’integrazione, tra i vertici colpevoli spiccano I genitori; primi veri esempi di virtù agli occhi di un bambino. Al secondo posto, con varie spiegazioni, i media che a tratti caricano, in altri tralasciano e in definitiva confondono, quelli che sono i fatti sociali in Italia; quelli che sono le realtà e i veri problemi da affrontare.

A concludere il meeting “TAVOLA ROTONDA” Niccolò Fabi sostiene anch’egli l’importanza delle parole, in quanto qualsiasi sia il problema, la comunicazione è da sempre il primo passo per risolvere le questioni.

Inoltre, sempre secondo il cantautore, il diverso non è sempre sbagliato, come in alcuni casi di coppie sentimentali o come nel campo della musica e dell’arte. Perché  tutto sommato, il diverso può essere la giusta combinazione delle cose, della Vita.

Il progetto “Convivenza” proseguirà, in altre date previste per l’anno prossimo, con l’obbiettivo futuro di presentare uno spettacolo creato dai giovani e seguito dai due promotori Niccolò Fabi e Paolo Ruffini, (quest’ultimo intervenuto però in altre occasioni). In aggiunta il cantautore italiano, ieri 24 novembre 2010 sempre presso il teatro Dante, ha presentato un tema, forse più personale, riguardo all’approccio al testo, alla scrittura e alla stesura di una canzone. Alla nascita delle parole e alla loro fusione con la musica.

 

Malia Zheng

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