Neanche il tempo di digerire il pranzo che oggi, 24 novembre, ha avuto luogo un’assemblea di polo davanti alla biblioteca delle Scienze Sociali a Novoli per far il punto sul DDL Gelmini.

Megafono alla mano, alcuni ragazzi hanno parlato ad un esiguo numero di persone esponendo i ‘punti malati’ della riforma universitaria portata avanti dall’attuale governo di centro-destra: rivisitazione del concetto di governance, ruolo dei privati all’interno di Consigli di Amministrazione dotati di sempre maggiori poteri, precarizzazione dei ricercatori, oltre alla minaccia rivolta in generale al diritto allo studio. In contemporanea e’ ripartita la discussione del disegno alla Camera, la cui approvazione e’ attesa fra oggi e domani.

A suscitare ulteriori polemiche da parte di Rosso Malpolo-il gruppo che ha organizzato l’incontro- l’inserimento di tutta una serie di emendamenti al testo che hanno modificato decisamente, e in peggio, la versione passata al vaglio del Senato. E non sufficiente e’ stato ritenuto il reintegro di 800 milioni di euro, il quale porta i tagli previsti a 500 milioni di euro.

Entrando poi nello specifico di Firenze e della sua università, e’ stato messo in evidenza come l’Ateneo rischi seriamente di chiudere i battenti se l’annosa questione del bilancio (il 17 dicembre e’ prevista la sua votazione) non giungerà ad una soluzione. “A Novoli” ha detto Clarissa Biagioni di Studenti di Sinistra, “i nostri appelli rivolti a chiunque detenesse una carica accademica di rassegnare le proprie dimissioni in segnodi protesta sono stati ignorati”. Per questo, e’ stato deciso di presenziare al Consigli di Facoltà di Scienze Politiche, previsto per le 15, con l’intenzione di rinnovare l’invito a docenti e preside. Tutto ciò perché, come’ stato detto, “l’università e’ un bene di tutti, e tutti dovrebbero difenderlo”.

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