In concomitanza con la giornata internazionale del diritto allo studio, oggi 17 novembre ragazzi delle scuole medie superiori, universitari e lavoratori sono scesi nelle strade per fare sentire la propria voce. Attrezzati con striscioni, bandiere, si sono dati appuntamento alle 9.30 in Piazza San Marco, decisi a invadere il centro cittadino  e non solo.

In un primo momento di raccolta si sono formati idealmente due raggruppamenti: una massa di studenti accalcava il il centro della piazza, radunati all’ombra della statua intitolata al generale Manfredo Fanti; sulla soglia della sede del Rettorato, invece, un secondo gruppo metteva in mostra una serie di cartelli scritti in diverse lingue ma che riportavano lo stesso messaggio: “PIU’ CULTURA, PIU’ DEMOCRAZIA“. Come riportava un volantino distribuito sul momento, “Gelmini e Tremonti non ci ascoltano, non ci capiscono quando lo diciamo in italiano? Allora, diciamoglielo in tutte le lingue!”.

Alla testa del corteo uno pseudo-carro riportava un foglio enorme infilzato da un coltello, simboleggiante l’opposizione al patto sociale di Marchionne, così descritto: ‘profitto per i padroni, sfruttamento e repressione per tutti gli altri’. A dare il ritmo alla marcia, la musica che rombava fuori dalle casse montate su di un furgoncino.

Un vero e proprio ‘fiume rosso‘ si è quindi messo in marcia per la città: rosso come gli innumerevoli stendardi che si muovevano al vento- per citarne alcuni, Rifondazione Comunista, Studenti di Siisitra, Giovani Comunisti, Verdi per la pace, ma anche una bandiera di Cuba e una raffigurante l’immancabile Che Guevara-; rosso come lo striscione che apriva il corteo, con in primo piano, di colore bianco, lo slogan: “Combattiamo i profitti, conquitiamo i diritti“.

Un percorso, il loro, che ha toccato luoghi come Piazza SS.Annunziata, Via della colonna, Piazza S.Ambrogio, giungendo alfine in Piazza Santa Croce. Tappe speciali hanno scandito il cammino del corteo: stop davanti alla scuola Michelangiolo, dove è stato criticato aspramente il preside Massimo Primerano, reo di aver denunciato 22 studenti in relazione all’occupazione che ha coinvolto il liceo qualche settimana fa; ma anche di fronte all’azienda regionale del diritto allo studio e all’Agenzia per la casa, definita “una buffonata”.

Moltissimi i cori prodotti, capaci di toccare una grande vastità di temi, dalla riforma scolastica (contro la scula dei padroni,/dieci, cento, mille occupazioni) il sistema in generale (chiediamo cultura, ci danno polizia,/questa, la loro, democrazia) fino a slogan di carattere sociale (lavorare tutti, lavorare meno).

Pochi gli interventi, ma chiari e incisivi: si è rimarcato ancora una volta come sia in corso un attacco frontale a diritti quali quello allo studio, al lavoro, allo sciopero, alla casa, e così via; si è richiesto un ripensamento del welfare per gli studenti, capace di guardare oltre la mera problematica ‘borse di studio/prestiti d’onore’; è stata espressa solidarietà per gli immigrati che, in questi giorni, si sono resi protagonisti a Brescia e a Milano per le loro proteste.

Al termine del tragitto, dopo due ore di marcia, il fiume è tornato a diventare lago, blocco compatto, pronto a far festa a suon di musica all’ombra della statua di Dante. Con una piccola nota polemica: ricordando come sia prevista la presenza dell’Onorevole Santanchè il 5 novembre a Novoli, è stata espressa la volontà di “non permetterle di parlare”.

 

Annunci