Siamo entrati in quella che si prospetta la settimana più calda degli ultimi mesi per quanto riguarda il “thriller DDL Gelmini”, con uno sciopero generale indetto per il giorno 17  novembre( per maggiori approfondimenti, vedi “Assemblea di raccordo a Lettere” e “CNRU, verso lo sciopero del 17“) e l’ormai prossima discussione alla Camera del testo di legge, fissata per il 18. Giunti alla soglia di questa sette giorni, è bene però dare rilevanza ad un documento approvato giovedì scorso, possibile chiave di lettura per quello che ci attende nelle giornate a venire. Sto parlando della mozione passata in Senato accademico titolata: “Continua la mobilitazione in Ateneo”, visionabile sul sito dell’Università di Firenze.

In questo documento si definisce chiaramente quella che è la posizione assunta dall’Ateneo nei confronti della riforma universitaria: messi in luce la “necessità di una politica di rifinanziamento del sistema universitario statale” e l’obiettivo di “salvaguardare il ruolo pubblico” di quest’ultimo, si proclama “lo stato di mobilitazione dell’Ateneo fiorentino“.

Nel Senato accademico, organo misto composto da docenti e studenti, sono presenti due rappresentanze studentesche, sebbene il gruppo di lavoro non sia strutturato su linee di divisione politica: sto parlando di  Sinistra Universitaria (SU) e Studenti di Sinistra (SdS). Per sapere quale valore queste due coscienze politiche conferiscano alla mozione suddetta, ho posto la questione a due dei loro rappresentanti in Senato accademico.

Enrico Bartolini di SU la valuta “positiva”, evidenziando come “il Senato sia parso più deciso del solito, con nessuna astensione e nesun voto contrario. Lo spirito di collaborazione ha avuto la meglio. Ciò che traspare è la protesta dell’Ateneo. La creazione di Commissioni interfacoltà per sensibilizzare la gente a riguardo è buona, anche se preferiremmo venire informati in anticipo delle decisioni prese da quest’organo”.

Parte particolarmente importante del documento, la frase “Tali forme saranno tanto più efficaci quanto più siano condivise dagli Atenei”, da porre alla cortese attenzione del Conferenza Rettori Universitari Italiani (CRUI). “E’ positiva l’assunzione di un forte ruolo, i presidi non ci stanno. La politica dell’Ateneo è quella di oppporsi alla legge, punto e basta”. In chiusura, lo stesso Bartolini evidenzia come, nello sciopero del personale universitario del 17, i professori non abbiano preso una posizione chiara e li invita ad aderire, in quanto parte di questa realtà.

Tommaso Ricci  di SdS si ritiene soddisfatto per la buona riuscita di un progetto nato da una richiesta espressa del suo gruppo; sottolineando come “non era detto che ci fosse una condivisione così ampia, ed è stato un po’ inaspettato l’accordo comune di tutte le forze presenti all’interno dell’organo. Va detto comunque che non si sarebbe probabilmente  mosso nulla, se non avessimo preso in mano noi la situazione”.

Anche lui ritiene che la mozione vada valorizzata in quanto rappresenta “una presa di posizione forte dell’ Ateneo”. Parlando infine delle iniziative del 17, Ricci marca come ora che “finalmente anche Firenze si è mossa,  è bene muoversi tutti insieme, non con iniziative separate”.

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