Il cammino verso la qualificazione ai sedicesimi di Europa League si fa sempre più complicato per le italiane. È dura, ma non impossibile. La Juventus e il Napoli passerebbero il turno con due vittorie, oppure con una vittoria e un pareggio se si combinano risultati a favori nelle atre partite. Palermo e Sampdoria rischiano di più: di fatti potrebbero non bastare le vittorie nelle due gare restanti.

CSKA MOSCA – PALERMO 3 – 1

Clamoroso crollo dei rosanero all’Arena Khimki. Dopo i tre gol incassati all’andata il Palermo ne prende altri tre. Pensare che i palermitani sono partiti subito bene e sono andati in vantaggio con un gol di Maccarone. L’espulsione di Nocerino ( al 30’ p.t.) rovina tutto e ai russi bastano solo i primi 9 minuti del secondo tempo per mettere al tappeto con il Palermo. Delio Rossi dice:“Ora il passaggio ai sedicesimi è complicato: dobbiamo fare bene nelle prossime due partite e sperare in un passo falso degli altri”.

La classifica del girone F è: CSKA Mosca già qualificato (12 punti), Sparta Praga a 7, Palermo a 3 e chiude il Losanna a 1.

JUVENTUS – SALISBURGO 0 -0

Quattro pareggi in quattro gare: la Juventus in Europa non ha mai ne vinto ne convinto. Partita noiosa, giocata su ritmi molto bassi e lenti. È pur vero che per i bianconeri pesavano le tante assenze (aggravate dall’infortunio di Krasic e Legrottaglie) e Del Neri si è visto costretto a schierare quattro giovani primavera. Il tecnico a fine partita è ancora fiducioso: “Una piccola speranza c’è ancora, anche se non sarà facile vincere a Poznan e battere il Manchester”. La sua speranza è  soprattutto quella di poter recuperare qualche giocatore infortunato.

Ora il gruppo A mostra: Lech Poznam e Manchester City a 7 punti, segue la Juve (4 punti) e Salisburgo (2 punti).

LIVERPOOL – NAPOLI 3 – 1

Suicidio Napoli. Un sogno durato un’ora e infranto nei 15 minuti finali. La speranza di riuscire a fare il colpaccio e la tripletta di Gerrad che risveglia bruscamente gli azzurri e fa volare i Reds. Questa è la cartolina da Anfield Road. Nessuno lo avrebbe mai immaginato: il Napoli gioca un grande primo tempo, ma l’ingresso in campo del capitano del Liverpool (nei secondi 45 minuti) rivoluzione le cose. I partenopei escono feriti da una gara che hanno quasi sempre dominato e che hanno rovinato (errori banali) con le loro stesse mani.

Il girone  K dice: Liverpool con 8 punti, segue la Steua Bucarest a 5 e chiudono Napoli e Utrecht a 3.

SAMPDORIA – METALIST 0 – 0

Sfortuna e poche idee per la Samp, che non riesce a centrare una vittoria molto utile per la classifica. I blucerchiati ci hanno provato con varie giocate, ma certo è che pesa come un macigno l’assenza di Cassano (mancano dribbling, fantasia e classe). Significativo lo striscione apparso in gratinata nord prima del fischio d’inizio della gara: “Padre e figlio non si lasciano mai” (riferito alla situazione creatasi tra Garrone e il talento barese). Ha influito, inoltre, l’ampio turnover effettuato da Di Carlo per i troppi impegni ravvicinati.

Il gruppo I vede: PSV Eindhoven in testa (10 punti), segue Metalist ( 7 punti), poi la Samp (5 punti) e il Debrecen fermo a 0.

Ylenia Marino

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