Forse ci siamo. La vicenda dei test falsati a Medicina e ad Odontoiatria sembra esser giunta a un punto di svolta grazie alla sentenza del Tar toscano datata 20 ottobre. Questi ha accolto il ricorso portato avanti da SU-UDU tramite il lavoro degli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, autorizzando l’ammissione “con riserva” di alcuni degli studenti ricorrenti e aprendo la strada a scenari intriganti.

Una vicenda, questa, partita in sordina circa due mesi fa, quando una studentessa ha segnalato la presenza sulla rete di alcune foto illustranti il “fattaccio”: in due aule, affisse al muro, erano state lasciate due tavole periodiche, grazi alle quali alcuni studenti hanno avuto vita facile nel rispondere a  4 degli 11 quesiti di chimica presenti nel test di ammissione.

I ricorsi sono cominciati a fioccare, fino alla già citata “vittoria” davanti al Tar, il quale ha riconosciuto la falsità del test; ma forse cosa più importante, ha esplicitato l’intenzione di cambiare rotta rispetto a sentenze precedenti per quanto riguarda la soluzione proposta: non più una semplice rimodulazione della graduatoria, bensì l’allargamento del numero di studenti accettabili, aprendosi così all’idea di avere un “sovrannumero”.

E adesso? Grazie all’appoggio trovato nel parere favorevole del Tar, nuovi ricorsi sono stati inoltrati, e una nuova sentenza è attesa tra novembre e dicembre. Si sa già quando questa storia giungerà ad una fine (l’11 Gennaio, comunque vada durante questi mesi, verranno ufficializzate le decisioni prese fino ad allora).Cè da capire come finirà.

Sentendo il parere di alcuni ragazzi di SU, appaiono molto improbabili sia l’ipotesi di un’annullamento e conseguente ripetizione del test, sia un “bomba libera tutti” che consentirebbe alla totalità degli studenti partecipanti ai test di potersi iscrivere. Chi è già dentro dovrebbe poter stare tranquillo, dunque. Più prevedibile una graduale, ma inesorabile, apertura dei cancelli dell’Università per tutti i richiedenti a titolo valido. Per questo è stato lanciato l’invito agli scartati a ricalcolare il proprio punteggio dando per buone le risposte ai “4 quesiti della discordia”. Se arrivate alla fatidica soglia dei 47,75 punti, unirsi alla causa può portarvi ad avere buone possibilità di successo. Insomma, 100 euro spesi per un ricorso valgon bene le chance di un “upgrade”.

Ma di tutto ciò, cose ne pensano i diretti interessati?

Matricole, a voi la parola. Commentate numerose!

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