Vi sono tante cose che normalmente ci dividono in due fronti opposti, pronti a dare battaglia per difendere con le unghie e con i denti una causa o per farla sparire dalla faccia della terra. L’ultimo tema caldo è sicuramente quello dei social network, la cui lista di detrattori e oppositori continua ad allungarsi. Il fenomeno, da quando ha cominciato ad allargarsi in maniera spasmodica nel mondo delle Very Important People, ha assunto caratteristiche tutte proprie, e creato anche qui quelle spaccature di giudizio già emerse chiaramente nel mondo dei “normali”.
 
In questo post voglio proprio parlare di come queste due realtà così attuali, il mondo dei VIP e quello dei social network, si sono intrecciate e con quali conseguenze.
 
Leggendo le ultime notizie sulla rete, ho l’impressione che si stiano creando delle specie di electronic private lounge. Mi spiego subito: social network come Facebook posseggono decine, se non centinaia, di pagine personali attribuite a persone dello show business; dietro questi profili il più delle volte si celano dei falsi o dei consulenti di lavoro intenti a fare pubblicità ai propri assistiti. E’ per questo motivo che sta raccogliendo sempre più successo ASmallWorld.net, un social network inventato nel 2004 dal banchiere svedese Eric Wachtmeister, riservato a pochi selezionati ( per fare qualche nome, tra gli oltre 300.000 iscritti compaiono i nomi di Naomi Campell, Paris Hilton e di Quentin Tarantino). Una soluzione contro fan(atici) e appasionati, un luogo dove ritrovarsi coi “proprio simili” senza il timore di venire assaliti virtualmente per una foto assieme o per strappare una ciocca di capelli.
 
Ma questa piccola oasi felice, simbolo di chi il social network lo accetta e lo considera uno strumento positivo, appare un’eccezione che conferma una regola riassumibile nel titolo che sta girando da diverse parti in questi giorni: “Le star di Holliwood dichiarano la social guerra”.
 
Molte celebrità hanno voluto unire le forze per combattere quello che secondo loro appare come un mezzo di totale invasione della privacy.  George Clooney,  leader di questa rivolta delle stelle, ha dichiarato:”Piuttosto che avere una pagina su Facebook, preferirei che il mio esame della prostata, ad opera di un medico con le mani gelide, venisse mandato in diretta tv”; e addirittura Kristen Stewart, la protagonista della saga di Twilight, ha ammesso come Twitter le stia rovinando la vita.
 
Insomma, una volta di più scopriamo come anche le celebrità possano essere “umane, troppo umane”. Come tutti hanno le loro differenze: c’è chi è alla ricerca di una piccola riserva protetta dove non sentirsi pesci fuor d’acqua e poter ciarlare dei fatti propri. C’è chi invece, già costretti alla visibilità perenne alla quale ogni star è sottoposta per sua natura, desidera mettere dei paletti , dei muri entro i quali ritagliarsi pur sempre una vita privata, lontana da sguardi indiscreti.

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