Anche quest’anno Firenze mette in moto la mente, offrendo alcuni dei suoi spazi più belli alla quinte edizione del Festival della Creatività. Tema centrale, “le cose che ti hanno cambiato la vita”. Per quattro giorni il centro cittadino si trasforma in centro propulsivo, nella volontà di rendere la città intera partecipe di un immenso brainstorming. L’UniversitArea ha voluto osservare l’evento attraverso gli occhi di chi a questo evento ci partecipa e ne è parte vitale. E quale occhio migliore se non quello di una macchina fotografica?

Ai piedi del Duomo si fa spazio lo stand della You Crea, una scuola fotografica privata, autodefinitasi luogo “dove al centro di tutto c’è la tua creatività” (cosa può esserci di più attinente?). Questo progetto si sviluppa all’interno di uno studio di produzione fotografica, il Darden Studio, gestito da Luca Stazzoni e Mattia Voso (per saperne di più, potete collegarvi a http://www.youcrea.it o http://www.dardenstudio.it ). Ed è proprio Mattia Voso che mi ha spiegato il ruolo particolare che il loro stand, e chi vi lavora, riveste all’interno del Festival: non solo parte integrante del programma- con varie iniziative, come il “Live Crew Photo Contest” e l’esibizione in forma di mostra dei lavori dei loro allievi- ma anche incaricati di coprire l’intero evento con reportage fotografici.

Un lavoro dal di dentro e dal di fuori, quindi.

Mentre vedo persone avvicinarsi incuriosite al piccolo studio fotografico montato all’ombra di uno dei più immortali simboli di Firenze, Mattia mi spiega cosa li lega al Festival: l’intento è quello di stimolare l’interesse delle persone, creando “un’ambiente giovane, dinamico, aperto allo scambio”, ben lontano dal volersi porre come professore dell’arte fotografica intento a dilungarsi in dotte lezioni ex cattedra e a esibire mostre statiche. Tutt’altro. Ed è così che puoi vedere, accanto alla studentessa intenta a cercare lo scatto perfetto per il contest, la ‘signora della porta accanto’ che si diletta con la sua fotocamera a calarsi nella parte, a dare sfogo al proprio estro, a divertirsi. Secondo Mattia Voso, il tema dell’edizione 2010 del Festival calza a pennello con quella che è la natura del loro lavoro: fare il fotografo è un “continuo mettersi in gioco, servono sempre idee creative”. Vietato essere banali o scontati, dunque, ma esplorare, scoprire, reinventare, rivalutare. E non si può parlare di una singola cosa che gli cambia la vita ( per riprendere le parole del motto), perché a loro detta “la vita ci cambia di continuo”.

Un altro concetto chiave, dove You Crea davvero pare incarnare i valori che questa quattro giorni dovrebbe trasmettere, è l’interattività: niente suddivisioni rigide, niente schemi fissi, ma un fluire continuo di persone, energie, idee. E questo vale per tutti: i ragazzi della scuola si fanno cittadini comuni che, armati di macchina fotografica, serpeggiano fra i cuori pulsanti del centro fiorentino per immortalare non solo un evento, ma una Forza, un’Energia. I passanti a loro volta si immergono in questo mondo tanto affascinante e, di prima mano, testano cosa vuol dire fare questo lavoro. You Crea ha offerto la possibilità a chi lo desiderasse di farsi reporter del Festival, seguiti e guidati da persone più esperte, mentre domenica 24ottobre verrà allestito un workshop in cui sarà messo, a disposizione di tutti, tutto ciò che serve ad un vero professionista.

Viva la creatività, allora! Che si possano espandere e svegliare in noi quelle forze creatrici di cui siamo portatori. La forma dello scatto fotografico è solo staticità apparente, è in realtà un tramite fluido che ci può travolgere, come un torrente, le cui acque emergono da uno sguardo catturato, un movimento appena colto. Max Ernst sosteneva che noi possiamo bere le immagini con gli occhi. Dissetiamocene, dunque.

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