Se si concepisce una una città come performance artistica, allora Firenze trasmuta e diviene una tela, un foglio bianco,un’animato pentagramma di una composizione strumentale improntata a libertà tematica e formale; è quello che succede con il Festival della Creatività.

I palchi nelle piazze fiorentine offriranno spazi acustici che scalderanno  intimamente il pubblico, con narrazioni di cantautorato popolare ed infantile, che ti avvolgeranno inconsapevolmente come una favola letta ad un bimbo prima di andare a dormire.

Questa sera ci sarà l’esibizione di musicisti come, Cristina Donà, Marco Parente, che presenterà “il Diavolaccio, una moderna operina in forma di flusso (miracoloso)”, Brunori S.a.S e Roberto Angelini. Quest’ultimo ha avuto un nonno mecenate che ospitava spesso artisti del calibro di Chet Baker

Ieri, giorno di apertura, Graziano Cecchini (colui che trasmutò in rosso -non in vino, né in sangue- l’acqua della fontana di Trevi) ha portato alcuni enormi blocchi di marmo di Carrara in Piazzale Michelangelo, esclamando:“Ho portato più marmo io in un giorno, dei Medici in tutta la storia di Firenze!”

Quindi la città sarà animata da una maestria creatrice che la renderà palcoscenico della commistione di linguaggi espressivi e percezioni estetiche individuali.

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