Alzi la mano chi, durante “La Sirenetta” o “Peter Pan”, non parteggiasse per Ursula la strega del mare o per Capitan Uncino, personaggi che, grazie a caratteristiche, personalità e battute, risultavano estremamente più “accattivanti” (perdonate il gioco di parole) dei veri eroi ed eroine destinati a vincere.

Bene, se a conclusione della storia, l’immancabile “e vissero per sempre felici e contenti” vi ha fatto storcere un po’ il naso e magari dentro di voi avete sperato che finisse diversamente per il malcapitato antagonista, amerete sicuramente il protagonista del nuovo film d’animazione prodotto dalla Illumination Entertainment, non certo una major quale Pixar o Dreamworks.

La regia ed il cast tecnico sono infatti tutti francesi, ed il tocco europeo si sente non poco in questa favola incentrata sul personaggio di Gru, omaccione dal cuore di pietra che si entusiasma nel far scoppiare palloncini ai marmocchi, si diverte a minacciare il suo vicino di uccidergli il cane e arreda la sua casa con orsi imbalsamati, ha pelli di panda come tappeti e per divano la carcassa di un coccodrillo.

Il suo nome, abbreviazione di “gruesome” (orrendo/macabro), esprime bene la sua personalità, fatta di lochi piani malvagi e di azioni aberranti. La fronte schiacciata, la gobba, il naso adunco ed il sorriso malefico fanno il resto. Ma non lasciatevi ingannare: persino i peggiori bad guys agiscono seguendo una sorta di ispirazione o volontà ancestrale. Quella di Gru è di rendere finalmente orgogliosa delle sue imprese la rigida madre, che fin da piccolo lo definiva brutto come una scimmia e non gli ha mai regalato un cenno di approvazione.

Per questo, dopo il furto della Piramide di Cheope da parte di un cattivo ancor più malvagio e giovane di lui,  egli decide di chiedere un prestito alla Banca del Male (dove sull’insegna appare la scritta “già Lehman Brothers”, la banca americana dei mutui subprime che ha contribuito alla crisi economica mondiale) per portare a termine la sua prossima missione, che lo renderà il cattivo per eccellenza: rubare la luna!

Aiutato dai suoi fedeli Minions (gli esilaranti esserini gialli sempre pronti ad attaccar briga) e dal Professor Nefario, sbadatissimo scienziato, Gru, prodigio di goffaggine, deve scontrarsi proprio con colui che ha rubato la Piramide, il ben più giovane Vector, paradossalmente l’antagonista di un altro antagonista!

Fino a che non si ritroverà a dover tenere a bada tre vivaci orfanelle che cambieranno inevitabilmente i suoi piani e, da ultimo, la sua intera esistenza.

Giocato sugli elementi più tipici dei cartoon come la contrapposizione netta di caratteri (l’omaccione e le bambine) e lo slapstick più stravagante (le scene più divertenti sono affidate ovviamente ai Minions e alle loro surreali trovate), “Cattivissimo Me” ritrova elementi conosciuti e quasi scontati (il cattivo redento non può non far pensare al “Racconto di Natale” di Dickens, fra tutti), integrandoli in una storia  mai banale di grande azione e umanità, ribaltando i pregiudizi che pervadono la nostra odierna società, perché alla fine il piano più machiavellico del mondo ha poco valore quando non viene condiviso con chi ti sta a cuore, facendoci capire quali siano realmente le nostre priorità in maniera inaspettata ed imprevedibile.

Non sarà la pellicola animata più originale dell’anno, ma il suo mix di gag irriverenti e humour nero (all’inizio), uniti ad una trama action che richiama James Bond e “Gli Incredibili” e con una relazione “padre-figlie” a dir poco sui generis (deliziosa la piccola Agnes), rendono  il fiilm vincente ed estremamente godibile.

Nota di demerito: il doppiaggio di Gru, nella versione italiana, da parte di Max Giusti risulta una scelte poco felice, senza guizzi e piuttosto monocorde. Peccato!

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