Dopo che le polemiche del tanto discusso DDL Gelmini-e della sua votazione alla Camera il 14-avevano portato gli studenti universitari ad organizzare iniziative per opporvisi  (vedi articolo “Riforma Gelmini:c’è chi dice no!”), non poteva mancare l’intervento in appoggio della classe studentesca di scuola media superiore:si aprono le danze dell’occupazione!

A partire da sabato, giù giù fino alla giornata odierna, scuole superiori di ogni specie hanno metaforicamente allucchettato i cancelli d’entrata dei loro edifici: dagli scientifici agli istituti tecnici, dai classici agli artistici.

 

lista delle scuole "ribelli" esposta al Liceo Classico Galileo

 

In questo post parlerò di alcuni di questi “laboratori di idee”, definendone caratteri comuni e divergenti.

Tra i primi a indire la sospensione dell’andamento normale delle lezioni lIstituto Tecnico Ginori Conti e il Liceo Classico Galileo. In quest’ultimo,giovedì 14 ottobre era in corso un’assemblea dove veniva passata al vaglio una proposta avanzata dal corpo docenti. Secondo quanto riportato in un documento ufficiale, “i docenti non intendono né possono avallare azioni volte all’occupazione dell’edificio scolastico”, aggiungendo poi che “tutti i docenti si impegnano a instaurare, fino al 16 ottobre 2010, un dialogo formativo focalizzato su temi opportunamente concordati con le singole classi”.

Martedì 12 ottobre si sono aggiunti l’Istituto tecnico Statale per Geometri e  Commercale G.Salvemini e F.D’Aosta e parte dell’ Instituto Industriale L.Da Vinci. Il secondo, però, ha già prospettato di porre fine all’esperienza qualora fallisse il tentativo di bloccare la didattica, fissato per  sabato 16.

Sono giunte mercoledì 13, invece, le adesioni del Liceo Sicentifico Machiavelli e del Ginnasio Liceo Statale Michelangiolo. Qui si è svolta in mattinata un’assemblea che ha visto la proposta di autogestione prevalere sull’idea di una occupazione con uno scarto di voto minimo.

Comune a tutti l’attenzione verso gli esterni. Gli studenti hanno capito come eventuali interferenze dall’esterno possano rendere inutili tutti i loro sforzi di mostrarsi all’altezza nel gestire una simile situazione nei confronti  dell’esterno. L’esperienza del Liceo Scientifico Statale Castelnuovo insegna: l’apertura di un estintore da parte di un esterno ha fatto sì che la loro occupazione entrasse nel libro dei guinness per la sua brevità: poco più di un giorno.

La richiesta di un documento è il metodo più utilizzato per salvaguardarsi.

Altro fatto interessante, la lungimiranza. Appare chiaro a tutti come lo sforzo degli studenti non possa essere costante e sempiterno, non è più il tempo delle occupazioni lunghe, o lunghissime. A ragazzi di questa età si può chiedere fino ad un certo punto, pena l’abbandono della causa e l’implosione della protesta. Per questo si pensa sul breve termine: una settimana, più o meno, il tempo per raggiungere l’obiettivoprefissato: non la ricerca di una vittoria per logoramento, bensì una finestra temporale attraverso la quale farsi notare.

Il tema della didattica vede le scuole dividersi in un ventaglio di molteplici soluzioni: andamento parallelo di didattica e occupazione; svolgimento da parte dei docenti di soli ripassi del programma già svolto; formula dell’autogestione, con lezione normale la mattina (ma senza verifiche né personali nè collettivo: tradotto, niente interrogazioni o compiti in classe) e apertura di un dialogo con gli studenti il pomeriggio; autodidattica, con gli studenti più anziani a fare da docenti a quelli più giovani; fino a arrivare al rifiuto totale dello svolgimento delle lezioni.

Mi preme spendere qualche parola in più sull’esperienza dell’Istituto Tecnico Ginori Conti, per loro stessa ammissione sconosciuto ai molti. Qui i ragazzi sono riusciti a mettere in piedi un’ottima organizzazione, e non è un caso che i media nazionali abbiano messo gli occhi sul loro caso. La classe dei docenti e la presidenza  sono venuti incontro ai ragazzi: tanto che i giorni di occupazione non verranno conteggiati nel numero di 50 assenze concesse ad ogni studente.

 

al Conti per entrare gli esterni pagano l’entrata, finanziando l’occupazione

piccolo bar messo su dagli stessi studenti dell'Istituto

 

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