Come in ogni film e racconto che si rispetti (e quelle di Lunedì sera a Genova sembravano proprio scene di un thriller/poliziesco) ecco il cattivo che si pente e capisce i suoi errori. O almeno chiede scusa, in modo abbastanza opinabile. Ivan Bogdanov, l’Ultrà Serbo simbolo dei disordini della partita Italia-Genova, ha dichiarato tramite il suo legale: “Chiedo scusa all’Italia e agli Italiani, mai abbiamo pensato di danneggiare l’Italia che e’ un paese che mi piace molto. Non c’ero mai stato, ma e’ bellissimo”

Viene da domandarsi se queste riflessioni le abbia maturate prima di mettere a ferro a fuoco lo stadio, mentre lanciava fumogeni in campo, tagliando la rete e inveendo contro i giocatori Italiani, o dopo aver continuato i disordini lanciando oggetti contro i negozi anche nelle strade di Genova. O forse quando è stato catturato intorno alle due, mentre era nascosto in un Pullman. Dal carcere femminile di Pontedecimo, Ivan, riconosciuto grazie alla data tatuata sul braccio (1389, data della battaglia di Pian dei Merli persa dai Serbi contro i Turchi, che ha dato inizio allo spirito ultranazionalista Serbo) continua affermando di non essere una tigre di Arkan –gruppo terroristico-paramilitare nazionalista Serbo-, come da molti ipotizzato, e di essersi comportato così perché troppo ubriaco.

O forse queste dichiarazioni sono legate al fatto che venerdì il Serbo e il suo legale cercheranno di patteggiare a 2 anni, dopo cui sarà possibile l’espulsione. Dal canto loro, le tigri di Arkan alla Gazzetta Dello Sport dichiarano di aver protestato in questo modo perché a Belgrado non possono farlo, ed a chi li accusa di nazismo, rispondono col nazionalismo. Continuano intanto a nascere su facebook gruppi che inneggiano ai disordini causati dai serbi prima e durante la partita, chiamando Ivan “Ivan il Terribile” e idolatrandolo come eroe, e crescono le  polemiche su come abbia fatto un branco di terroristi con tanto di razzi, fumogeni ed armi ad entrare tranquillamente dentro lo stadio passando la sicurezza. Da parte nostra, viene da domandarsi che cosa avrebbero fatto se l’Italia non gli fosse piaciuta.

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