Quella che ha preso inizio ieri rappresenta sicuramente una settimana di cruciale importanza per quanto riguarda il DDL S.1905, uno dei diversi documenti che, letti insieme, rappresentano il piano di riforma del sistema scolastico portato avanti dal ministro dell’Istruzioe, dell’Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini. Tra pochi giorni, il 14 ottobre, il testo verrà discusso alla Camera: alla luce di ciò, pare utile mettere a confronto l’opinione degli studenti universitari, attraverso i gruppi studenteschi che li rappresentano.

In questo post darò voce a due rappresentanti facenti parte di gruppi di sinistra: Clarissa Biagioni per Studenti di Sinistra e Jacopo Dionisio per Sinistra Universitaria.

Ciò che accomuna le due forze è l’atteggiamento mentale maturato nei confronti del testo di legge, il rifiuto totale: “neanche da emendare, ma solo da  ritirare”, secondo le parole di Clarissa Biagioni; “inaccettabile in tutte le sua parti”, lo definisce Jacopo Dionisio. In particolare ciò che non va giù a entrambi è come così facendo si vada ad intaccare seriamente il diritto allo studio,  puntando il dito contro il metodo di assegnazione delle borse di studio per il merito- acquisibili tramite previo test a crocette, modalità tanto familiare a molti studenti dell’Ateneo-, nella più completa noncuranza dei parametri legati al reddito.

Il comportamento tenuto dal ministro Gelmini non è piaciuto affatto, tanto che SU parla di “rifiuto di confronto” e  SdS addirittura di “mancanza di rispetto”.

Secondo Clarissa Biagioni, ciò che rende non accettabile il piano di riforma è in generale l’atteggiamento dello Stato a voler scaricare i costi su terzi, sottolineando come si ritrovi in più parti del disegno la formula “senza oneri per la finanza pubblica”. È chiaro a tutti come il sistema vada riformato, ma ciò che servirebbe veramente sarebbero finanziamenti statali all’Università. In ogni caso, è fondamentale che siano gli studenti i primi a scendere in campo.

A parere di Jacopo Dionisio, il caso della riforma Gelmini- ma il discorso è facilmente allargabile ai tentativi che negli anni si sono susseguiti, partoriti da una parte politica come dall’altra- mette in luce come non si potrà ottenere un valido cambiamento finchè la riforma non avrà carattere organico.

L’Università, che non gode di una buona stampa, deve essere in grado di far sentire la voce dei suoi studenti non soltanto attraverso le proteste, ma con proposte: difficile accettare qualcosa che ti viene calato dall’alto, senza il parere dei diretti interessati.

L’idea che traspare dalle due interviste è che, vada come vada il 14, la vita del governo Berlusconi non dipenda dall’esito del voto alla Camera. Certo è che l’accelerazione dei tempi di discussione parlamentare, a detta di SU, è sintomo di un timore serpeggiante nella realtà del centro-destra, che già ha le sue belle gatte da pelare dentro casa, e un eventuale rigetto potrebbe dare un’ulteriore spallata ad un governo già traballante.

Non è l’unione, ma la diffidenza il sentimento che sembra andare per la maggiore quando chiedo cosa l’uno pensi dell’altro gruppo.

Clarissa Biagioni ritiene poco coerente  SU, prima dichiaratasi favorevole ad emendare il disegno, poi schieratasi dalla parte dei rifiutanti ( tenendo a dire come fra SU e SdS siano pochi i punti in comune).

Jacopo Dionisio critica le decisioni prese da SdS per il giorno 14: mentre SU sarà intenta a protestare sotto le finestre di Montecitorio, SdS  porterà avanti attività sul territorio fiorentino, non concentrando le forze sul luogo dove verrà presa la decisione per il DDL. Inoltre, Dionisio ha voluto rimarcare come Sds abbia voluto “sottrarsi da un percorso comune con i ricercatori”, non comprendendo appieno l’importanza della protesta della categoria.

Chiaro e deciso è comunque parso il parere tenuto da SU e SdS sulla posizione presa dai gruppi di Studenti per le Libertà e Azione Universitaria: Clarissa Biagioni parla di “contrapposizione totale” nei loro confronti; Jacopo Dionisio la ritiene “strumentale”, i loro rappresentanti  “intenti a difendersi pedissequamente”.

Annunci