Oggi nell’Auditorium del polo universitario di Novoli è iniziato il sesto Forum Nazionale Antimafia organizzato da Sinistra Universitaria che proseguirà domani. (il programma http://www.forumcontrolamafia.info// )

Ospiti d’onore Salvo Vitale, amico storico di Peppino Impastato, Pino Maniaci di Telejato, il vj palermitano Pif,  Chiara Capri di “Addio Pizzo”e il giovane cronista siciliano Rosario Cauchi, mentre assente il pm della procura di Palermo Gaetano Paci a causa di sopraggiunti problemi di lavoro.

Insomma degli “scassa minchia”, espressione colorita che in siciliano significa “rompi scatole”.

Chi è il vero “scassa minchia”?

Dovrebbe essere la criminalità organizzata che con la sua azione illegale turba le regole della democrazia e del buon vivere associato e invece nel paradosso sono coloro che ostacolano con tutti i mezzi e le forze il potere mafioso e che spesso hanno dato la vita per questo fine.

Lo era negli anni ’70 Radio Aut di Impastato che, con il programma <<l’Onda Pazza>>, “costituiva una clava contro il mafioso”, ricorda Salvo Vitale, “mafioso pezza da piedi e non più uomo rispettabile”.

Il palinsesto di controinformazione “cercava la notizia tra i contadini di Punta Raisi e i pescatori di Terrasini”, forte di una formazione marxista che voleva “smuovere le coscienze”.

Ed era una radio locale, nazionale e internazionale che usava l’ironia in nome di quell’oraziano e pungente <<Castigant ridendo mores>>, una satira che corregge i (mal)costumi deridendoli.

L’eredità di Radio Aut è oggi è stata raccolta da Pino Maniaci con la sua Telejato, emittente televisiva nota per le sue inchieste e campagne informative contro Cosa Nostra in un bacino d’utenza ad alta densità mafiosa come il palermitano.

Antimafia non convenzionato, anche qui domina la satira e su tutti battute di spirito e come non citare gli acronimi delle sigle politiche che anche oggi hanno suscitato le risa dell’ascoltatore, risa forse amare per la delusione apatica di parte del popolo siciliano. 12 anni di battaglie e aggressioni e minacce hanno portato a un programma di protezione per Maniaci, che denuncia la latitanza del mondo della politica e anzi accusa gran parte di esso di deferenza, indifferenza e spesso collusione con la criminalità organizzata.

 

I Giovani. Preziosa la testimonianza del giovane cronista nisseno Rosario Cauchi di Sicilia Informazioni che racconta alla platea alcune vicende giudiziarie così lontane dall’area fiorentina eppure così significative, come l’inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla presunta mazzetta pagata dal potente imprenditore siciliano Pietro Di Vincenzo al politico e vicepresidente della commissione regionale antimafia in quota Udc, Rudy Maira. A testimoniare l’incapacità della politica siciliana e spesso nazionale di svincolarsi da poteri criminali e dare un segnale forte di rinnovamento soprattutto sul punto fermo della legalità.

Importante è oggi il contributo dei ragazzi di Addio Pizzo che, “dopo il vuoto lasciato nel ’91 dalla morte di Libero Grassi”, afferma Chiara Caprì, è riuscito a dare un segnale positivo “partendo da zero”, perché un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità. Una denuncia contro una delle piaghe più grandi di una città come Palermo dove secondo dati ISTAT, IL 70 % dei commercianti versa questa “tassa” alla mafia.  

“Dunque si deve parlare nelle scuole, contribuire a risvegliare le coscienze”

Faceva così Giancarlo Siani, cronista campano ucciso nell’85, per cui esistevano “giornalisti impiegati e giornalisti-giornalisti”. Servirebbe che, oggi e sempre, nel nostro piccolo, avessimo quello spirito di giornalisti- giornalisti.

 

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