Un tempo il motto di giovani e meno giovani era “sesso, droga e rock ‘n’ roll”. Oggi pare che accanto alla componente sessuale – intramontabile – si sia fatto spazio il mondo del Web. Le due realtà si stanno intrecciando sempre più, in modi e maniere particolari, originali ma a volte pericolose.

Il primo punto di contatto sono ovviamente i siti di materiale pornografico e, soprattutto, le chat a luci rosse e il cosiddetto sesso online: tanto che la sua sempre più crescente diffusione è stata segnalata circa 20 giorni fa dal Gulf News, il quale ha reso noto uno studio medico secondo cui vi sarebbe un vero e proprio boom del fenomeno negli Emirati Arabi.

Il binomio assume tinte più fosche invece quando si parla di cyber ricatti sessuali: ultimo esempio l’attività di un 28enne denunciato a Rieti. Questi operava creando abili fotomontaggi sessuali inserendo i volti di donne conosciute il più delle volte- ma non soltanto- sulla rete. Una volta realizzati, li inviava alle sue vittime minacciando la loro diffusione nel World Wide Web qualora queste si fossero rifiutate di inviargli materiale che le vedesse intente in atteggiamenti di natura sessuale.

Ma se vogliamo cercare qualcosa di più vicino all’ ”esperienza” dello studente universitario, non posso non parlare del caso della già ridefinita Fuck List.

Tutto nasce quando una studentessa statunitense iscritta alla Duke University, Karen Owen, pubblica la sua tesi di laurea: Educazione oltre l’aula: eccellere in senso orizzontale nell’ambito accademico. Fin qui apparentemente tutto normale. Ciò che però rende il lavoro di questa intraprendente studentessa “poco ortodosso”, per usare un eufemismo, è il metodo seguito nel lavoro di tesi: Karen ha avuto rapporti sessuali con 13 studenti universitari, la cui prestazione, attraverso l’uso di diversi parametri, è stata valutata in maniera a dir poco scientifica.

Divenuta presto la tesi di laurea più cliccate sul web, il lavoro della Owen ha innescato una reazione a catena che ha portato prima i soggetti della ricerca, definiti “volontari”, e successivamente la stessa Duke University a farsi sentire; tutto ciò a condotto la ragazza a ridimensionare il suo lavoro come un qualcosa fatto per divertire i propri amici, senza intenzione di mettere in una posizione scomoda nessuno: ”Mi dispiace. Con il cuore in mano chiedo scusa. Non ho mai avuto l’intenzione di ferire le persone citate nel mio lavoro.”

Annunci