In Irlanda per sfatare il tabù. E’ questo il primo obiettivo: riscattare la sconfitta di 52 anni fa, che ci costò l’eliminazione ai Mondiali di Svezia del 1958. Il secondo obiettivo è quello di continuare a mantenere la testa della classifica nel girone C e allungare la striscia di risultati positivi.

Prandelli schiera il 4-3-3, anche se è un modulo molto duttile vista la posizione di Mauri (centrocampista offensivo), i continui cambiamenti di posizione di Cassano (è praticamente ovunque, anche se poco incisivo) e la posizione da elastico di Pepe tra centrocampo e attacco (partita di corsa e sacrificio a discapito della poca lucidità).

L’Italia gioca una buona gara: si vedono netti miglioramenti in difesa, una bella personalità, tanto impegno e parecchie occasioni da gol costruite (soprattutto nel secondo tempo), ma non concretizzate. Questa è l’unica cosa che gli si può contestare: poca determinazione sotto porta. Non si possono non concretizzare tutte quelle palle-gol, vista anche l’ostilità degli avversari.

Il CT a fine partita è abbastanza soddisfatto della prestazione dei suoi che ce l’hanno messa tutta. “Non è un’occasione persa” -dice Prandelli- “Mi pare evidente che il nostro processo di crescita sta continuando, sotto tanti punti di vista”. Continua il CT: “Era un campo difficile, abbiamo provato a vincere, abbiamo lottato fino alla fine. Sono contento. Alla mia squadra do un buon voto perché sapevamo che era un ambiente particolare questo, abbiamo mantenuto un buon equilibrio e sempre la voglia di far gol, fino alla fine”.  Anche se non è arrivato.

La direzione arbitrale del francese Tony Chapron non convince molto: sbaglia su episodi banali, come il fallo da rigore di McAuley su Borriello e lascia correre in modo molto generoso sul tocco di mano in area di De Rossi.

Questo è un pareggio che comunque sa di vittoria, vista la bella notizia che arriva da Belgrado, dove la nostra principale rivale per la testa del girone, ovvero la Serbia, perde clamorosamente in casa (1-3) contro la modesta Estonia (ora seconda nel girone a 6 punti, meno uno dall’Italia). Una sconfitta inspiegabile quella dei serbi: confusi, distratti e poco lucidi si fanno completamente surclassare dagli estoni.

L’Italia è prima nel suo girone e ora attende la Serbia nella sfida di martedì a Marassi. Una partita che potrà giocare con meno pressione addosso e, soprattutto, contro un avversario costretto a vincere (e quindi a sbilanciarsi) se non vorrà perdere il treno per Euro 2012. L’Estonia ospiterà la Slovenia e tenterà in tutti i modi di continuare a sognare.

 

Ylenia Marino

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