l’Airbus A319 EI-EDM della WindJet

“Wind Shear”. Non è l’ultima promozione della Wind, ma è un fenomeno atmosferico che ogni esperto di aeronautica conosce benissimo. Si tratta di una variazione improvvisa di intensità e direzione del vento, particolarmente pericoloso in prossimità di aeroporti durante la fase di atterraggio, in quanto inganna il pilota sul corretto assetto di discesa che il velivolo deve mantenere.

E’ quanto accaduto all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo venerdì sera alle ore 20:30 circa, quando l’Airbus A319 EI-EDM della Wind Jet proveniente da Roma Fiumicino non è riuscito ad effettuare la normale procedura di

atterraggio terminando la corsa abbondantemente fuori pista, con  danni ai carrelli, alle ali ed al ventre di fusoliera.

Bilancio di qualche lieve ferito, un grande spavento e chiusura dell’aerostazione fino alle 14 di domenica 26, con voli dirottati a Trapani e Catania, molte le cancellazioni.

Dopo aver “assolto” da ogni colpa l’esperto comandante Raoul Simoneschi a tenere banco è stata la vera causa, il Wind Shear, fenomeno frequente a Palermo dove nel 2008 sono stati registrati 214 dei 520 casi monitorati in tutto il territorio nazionale. Nel ’99 un altro caso simile al Fontanarossa di Catania, che vide protagonista un Md80 dell’Alitalia.

La polemica. Se le “frustate” di vento in quell’aeroporto costruito tra mare e montagne tra vecchie polemiche sono un fenomeno pericolosissimo, l’Enac, Enav e la Gesap, società che gestisce lo scalo, di contro avevano già firmato nel 2004 un protocollo d’intesa per l’istallazione di una particolare antenna in grado di rilevare il fenomeno e garantire la sicurezza. Il progetto, per in quale erano stati effettuati costosi studi preliminari, è stato tuttavia bloccato dal “veto” del sindaco di Isola delle Femmine, località prescelta, Gaspare Portobello. Le motivazioni 5 anni fa furono l’impatto ambientale, e la tutela della salute della popolazione del piccolo comune dalle onde elettromagnetiche.

Gli sviluppi. “Fino a quando ci saremo noi – ha dichiarato il Presidente Enac Vito Riggio – non ci sarà sindaco che ci potrà fermare se si parla di sicurezza. Siamo decisi ad installare il radar”, mentre è apparso possibilista Portobello che mantiene tuttavia le sue preoccupazioni per la salute della popolazione.

Sempre Riggio nel corso di un vertice a Roma ha chiesto un parere urgente, che si aggiungerà a tanti altri, all’Istituto Superiore della Sanità e riferirà al Presidente della regione Lombardo riguardo alla localizzazione dell’area prescelta per l’istallazione del Radar TDWR. L’ente per l’aviazione civile è forte inoltre di una sentenza del TAR siciliano datata 6 novembre 2009 che si pronunciava negativamente sul ricorso di Portobello.

I tempi lunghi tuttavia non fanno escludere la sperimentazione dell’impianto in altro scali nazionali, trattandosi di un programma che, come più volte ribadito, è assolutamente sperimentale in quanto nel panorama internazionale, non esiste ad oggi una soluzione generale e definitiva al fenomeno Wind Shear.

Intanto si continua a volare e il problema è tutt’altro che risolto.

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