Sarà che era la prima volta che guardavo questa quarta edizione.
Sarà che lo scorso anno c’era Morgan (e Marco Mengoni pre-Sanremo).
Sarà che i veri talenti sono altrove.
Fatto sta che la quarta puntata di X-Factor mi ha decisamente convinto a non guardare la quinta.
Basandomi sul mio personalissimo (e sindacabilissimo) gusto personale, passo in rassegna quanto avvenuto durante la serata, tra esibizioni (scarse), discussioni tra i giudici (monotone) ed ospitate (l’Avatar di Anna Oxa).
Primo ad esibirsi: Davide, categoria uomini 16/24.
Sotto l’egida della Maionchi (quest’anno particolarmente “spenta”, tranne qualche exploit dei suoi), il cantante 17enne intona “Novembre” della semi-desaparecida Giusy Ferreri. Performance discreta, piuttosto intonato lui, niente da eccepire. Ma da qui ad avere il fattore X ce ne corre.
Segue a ruota Manuela, una delle cantanti di Elio e quella col curriculum più ricco (apparsa anche nel musical “La Bella e la Bestia” nel ruolo di Mrs Bric).
La sua sicurezza sul palco e la tecnica vocale sono fuori discussione, ma l’esibizione della hit “Bring me to life” degli Evanescence lascia non poco a desiderare: imprecisa e decisamente fuori ruolo. Probabilmente le si addicevano di più i pezzi di Canzonissima ’68 (per citare quanto detto da Enrico Ruggeri a proposito della sua performance).
E’ il turno degli Effetto Doppler, gruppo capitanato da Enrico Ruggeri.
Forse i cantanti più anonimi di questa edizione, i tre si cimentano in un pezzo del 1966 dei Rockes, “E’ la pioggia che va”, senza particolare brio. Un brano di “contestazione” cantato come una qualsiasi canzone in stile Finley. Non ci siamo proprio. Velo pietoso, poi, sul look.
Tocca poi a Dorina, l’unica superstite della categoria di Anna Tatangelo (che si ostinano a chiamare Lady Tata), quest’ultima protagonista, poco prima, di una clip in cui, molto autoironicamente, fa il provino a… se stessa!
La cantante di origini albanesi canta “The Best”, il successo di Tina Turner, come fosse un pezzo degli AC/DC. E non è una cosa positiva. Tutto quel correre tra il pubblico, poi, scatena un senso di ridondanza ancora più accentuato. In ogni caso, lei è brava e probabilmente una delle poche vere candidate alla finale.
Arriva Stefano, altro concorrente di Mara Maionchi, il cosiddetto “caso umano”.
Non male la sua interpretazione della super cult “Lady Marmalade” (nella versione originale di Patti LaBelle), ma rimango dell’idea che, se non avesse alle spalle una storia emotivamente toccante e quei problemi di balbuzie, sarebbe solamente un cantante piuttosto mediocre. Purtroppo per lui, lo salva il suo handicap.
Nuova “polemica” formato rvm, stavolta sui giudizi di Elio, incolpato di affossare in maniera eccessiva i cantanti che non fanno parte della sua squadra. Lui risponde che dalla sua non ha solo l’ironia ma anche un diploma al conservatorio (touché!), e che giudicare in base alle simpatie o alle antipatie è semplicemente ridicolo.
Un’altra dimostrazione di come, quest’anno, sia lui il “Morgan” della situazione, sia per la cultura musicale che per le strategie (o non strategie) relative al puro sensazionalismo televisivo.
Si passa nuovamente alla gara, ed entra in scena Nathalie, categoria over 25 capitanata da Elio. La ragazza si esibisce in uno dei brani più famosi di Patty Pravo, “Pazza idea”, con convinzione e bravura, regalando una delle poche performance azzeccate della serata.
I Kymera cantano sospesi la hit “Breathe” di Midge Ure. Nonostante gli acuti (in alcuni punti non riuscitissimi), il duo pecca nelle parti basse e non convince pienamente il sottoscritto, nonostante tutti i giudici diano pareri positivi e Tommassini affermi quanto sia difficile cantare in quella posizione.
La palla passa alla new-enrtry Cassandra, un’altra “spostata” della categoria di Elio (dopo Nevruz), che ha fatto il suo ingresso nel programma la scorsa settimana.
Canta “You can’t hurry love” delle Supremes di Diana Ross, in maniera alquanto sconcertante. Non bastano le mossette e qualche pizzico di follia (vera o impostata?) per fare una cantante, ci vuole anche la voce! E quella stenta ad uscire per tutta la durata della performance.
Si continua con Ruggero, il 16enne più montato dello show-biz dopo Justin Bieber.
La Maionchi gli ha assegnato la canzone “Per te”, che Jovanotti dedicò alla figlia. Ruggero dovrebbe cantarla pensando ad una persona cara, ma non trasmette la benché minima emozione e riesce a cantare persino peggio di Lorenzo Cherubini, ardua impresa! L’esibizione peggiore della serata.
Ultimo concorrente in gara: Nevruz, lo sciroccato della categoria over 25.
Elio gli fa cantare una canzone di Luis Miguel che al tempo odiava, “Noi ragazzi di oggi”, ed è presto spiegato il motivo: Nevruz fa letteralmente a pezzi il brano, stravolgendolo completamente (e volontariamente) e dipingendosi il viso in stile Joker.
Ha sicuramente portato una ventata di energia e follia sul palco di X Factor, ma non si capisce fin dove arrivi la voglia di “fare casino” fine a se stessa e dove inizi il talento da vero artista.
Come dice Enrico Ruggeri (che di punk se ne intende), non è stato molto diverso da una qualsiasi cover band che alle 2 del mattino decide di “farlo strano”. Forse ha sbagliato programma.
L’ospite d’eccezione della serata è Anna Oxa, che torna dopo 4 anni di silenzio (e qualche ritocchino del chirurgo) con un nuovo album ed una nuova canzone scritta per lei da Ivano Fossati, “Tutto l’amore intorno”. Fa piacere rivedere una delle più grandi artiste italiane in assoluto di nuovo sul palco, anche se la delusione è forte nel sentirla cantare in playback, visto lo strumento possente che possiede e la forza del brano.
Congedata la Oxa, Facchinetti chiude il televoto ed annuncia i cantanti che sono stati salvati dal pubblico, fino agli ultimi due che finiranno in ballottaggio, vale a dire Manuela e gli Effetto Doppler. Le loro esibizioni non hanno convinto i telespettatori e ora dovranno affrontare il verdetto dei quattro giudici che lascerà in gara soltanto uno di loro.
La sfida finale vede cimentarsi Manuela con “Ironic” di Alanis Morissette e “La cura” di Battiato per il pezzo a cappella, a dimostrazione di quanto fosse sbagliata la scelta di “Bring me to life”: la cantante infatti esegue alla perfezione e con intensità entrambi i brani.
Gli Effetto Doppler, invece, per convincere la giuria a farli restare in gara scelgono “Don’t stop me now” dei Queen, proposta anche la volta scorsa (errare è umano, perseverare è diabolico) e “Ti vorrei sollevare” di Elisa per la prova “a studio spento”. Deludono in tutte e due le prove.
Fortunatamente, i giudici (tranne Ruggeri ovviamente) decidono per l’eliminazione del trio, decretando così l’uscita di scena del secondo gruppo dal programma, dopo i Borghi Bros la scorsa settimana.
Alla prossima puntata (forse).

Alessandro Alonge

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