Dopo la Waterloo calcistica vissuta dai francesi martedì, l’Italia decide di seguirne l’esempio perdendo con la Slovacchia, grazie a una prestazione tragicomica che “gli vale” una meritata eliminazione dal mondiale.

Se l’irritante Domenech è riuscito ad impersonare (alla perfezione) “l’ultimo” Napoleone, Lippi a sua volta è riuscito ad indossare perfettamente le vesti del generale Diaz, in quella che verrà ricordata come la nostra Caporetto calcistica.

Una nazionale priva d’identità e assolutamente ridicola che esce mestamente e in modo più che giusto al primo turno, con soli due punti all’attivo e una tristissima ultima posizione in un girone tutt’altro che di ferro.

Così le discutibili scelte fatte da Lippi sono piombate addosso all’ormai ex CT come la lama di una ghigliottina azionata dal semisconosciuto Vittek, che con la sua doppietta si è improvvisato boia facendo rotolare la testa dell’allenatore viareggino (e dei suoi scagnozzi) ai piedi di milioni di italiani, innervositi dalle sconcertanti prestazioni di quella che doveva essere la nazionale e che invece si è dimostrata un’accurata selezione di disperati.

Una nazionale, quella di oggi, composta da molti campioni del mondo ormai sul viale del tramonto, convocati da un CT affetto da un pericoloso morbo chiamato “nostalgia”, che nel calcio si mostra sempre letale nei grandi appuntamenti. Perchè se nella matematica, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, nel calcio non è così. Il calcio è una sfida continua in cui vince solo chi arriva primo sul pallone e sappiamo tutti che primo ci arriva solo colui che corre di più, colui che è più affamato.

Gli interpreti erano gli stessi ma il risultato è cambiato perchè se nel 2006 erano affamati, con la vittoria della coppa sono diventati sazi e di conseguenza un appettibile pasto caldo per gli avversari nel frattempo saliti di grado nella scala darwiniana del calcio. Così il nostro odierno calcio nazionale ha assunto le preoccupanti sembianze della decadenza dell’impero romano, con Lippi ad impersonare la figura di Caligola. D’altronde se quest’ultimo elesse un cavallo come senatore credendolo migliore rispetto ai suoi colleghi “umani, Lippi ha puntato su Cannavaro credendolo ancora un giocatore.

Annunci