Gli Street Clerks sono un trio vocale-acustico, formati da Cosimo al contrabbasso, Alexander voce e chitarra elettrica e Valerio  alla chitarra acustica.   E nel 2008 si aggiudicarono il premio come migliori artisti al “Pelago on the road festival”.

Davanti a me, seduto al tavolo del bar c’è Cosimo il contrabbassista degli Street Clerks, giacca nera con un fiocco giallo, sembra quasi che tutti i musicisti abbiano solo un tipo di colore esemplifichi la loro interiorità.

Agli inizi suonavano per eventi particolari, o per citare Cosimo “Iniziammo completamente a caso, quando c’era da fare casino,  mischiando una base comune di rock’n’roll a cover che vanno da Kate Perry ai Green Day riarrangiate da noi”.

Le influenze che più li distinguono provengono dagli anni ’60 e ’50 con artisti come i Beatles,  Simon&Garfunkel, Bob Dylan, Elivis e Bill Haley.

“Musicalmente non siamo acerbi, per esempio Valerio suona anche negli Cherrysand, mentre io suono provvisoriamente nei TooMuchBlond e loro esigono  un impegno differente rispetto a quello che viene richiesto per gli Street Clerks; invero noi abbiamo fatto 150  serate insieme ma pochissime prove. Mentre i TooMuchBlond fanno prove tutti i giorni.”

Com’è Firenze per suonare? Altri gruppi mi hanno risposto che lascia a desiderare…

“Noi siamo soliti esibirci al Red Garter ed al The William pub” dice con aria di rassegnazione “ormai è una consuetudine alla quale ci tocca stare! A Firenze da quando due o tre anni fa  fu chiuso il Sintetika ( locale sotto la stazione centro della scena musicale e culturale underground) non c’è stato più nulla fino a  SCENA MUTA; è un movimento promosso dall’associazione culturale Azzonzo e cerca di alimentare e pianificare una serie di eventi musicali per far nascere una vera e propria comunità musicale fiorentina. Hanno fatto parecchio per la manifestazione Un palco per Firenze e per i permessi per la Notte Bianca.

Elisa Lastrucci

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