Premettiamo che io e il calcio siamo su due universi totalmente diversi. Non per essere conformisti, della serie il calcio è per gli uomini, né per pregiudizi di alcun tipo. Semplicemente mi è indifferente. Detto ciò, quest’anno, proprio come ho fatto ogni anno, prenderò la bandierina, mi siederò tra i miei amici sul divano, e applaudirò gli Azzurri, magari senza prestare attenzione maniacale alle singole azioni, ma cogliendo diciamo, il senso generale della partita.

Questo fenomeno del mondo che si ferma, per osservare 21 uomini che corrono dietro a un pallone in mezzo a uno stadio, sarebbe da studiare. O meglio, probabilmente l’avranno già fatto numerose volte, ma rimane la perplessità. Nel senso, molti paesi sono in guerra, la gente muore di fame, e noi guardiamo la partita. Si lo facciamo, perché abbiamo bisogno di una pausa disimpegnata, abbiamo bisogno di tingersi il viso di tre colori, di agitare le bandierine, di suonare le trombette, di urlare e scatenarsi. Ne abbiamo estremamente bisogno.

E se qualcuna avesse ancora intenzione di non guardare neanche una partita, ecco dieci buoni motivi, tutti al femminile, per guardare i mondiali quest’anno:

1) E’ UN BUON MODO DI SENTIRSI UNITI.

Nell’Italia in cui ci troviamo, dilaniata da mafia, corruzione, violenza e bugie, riusciamo a ritrovare il nostro spirito tricolore in un piccolo salotto di fronte ad una tv, e proviamo gli stessi sentimenti e le stesse gioie. Un toccasana.

2) IL SUDAFRICA.

Con i suoi 47 milioni di abitanti, la sua storia punteggiata da guerre e personaggi chiave per la pace (vedi Nelson Mandela), il suo paesaggio che unisce monti e mare, in un mix che in alcuni luoghi sembra quasi europeo, il Sudafrica è un’ambientazione suggestiva e perfetta per riscoprirne le tradizioni e le particolarità.

3) LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE.

Con tanto di danze tribali, cantanti internazionali, top model stellari, la cerimonia inaugurale è un evento che ogni anno raccoglie di fronte alla tv anche coloro che poi non seguiranno le partite.

Madrina d’eccezione la top Naomi Campbell, cantante acclamata da tutti Shakira.

4) WAKA WAKA, WAVING FLAG.

La canzone e l’inno ufficiale dell’evento, interpretati rispettivamente da Shakira e K’naan, sono coinvolgenti e diventeranno sicuramente tormentoni. Di quei pezzi che ti trovi a cantare per una giornata intera, senza rendertene conto. Waka Waka è una canzone popolare Africana, K’naan è un artista locale.

5) CRISTIANO RONALDO, FERNANDO TORRES, CLAUDIO MARCHISIO, KAKA’.

Inutili i falsi moralismi. Chi di noi donne non è felice di veder correre in campo uno di questi quattro ragazzotti? Oltre ad essere belli, sono anche bravi, Kakà e Marchiso sono già sposati e sono giovanissimi. Ronaldo e Torres sono un po’ meno bravi, ma ci piacciono così.

6) VUVUZELAS.

E’ questo in nome delle trombette ad aria, lunghe circa un metro, che vengono suonate allo stadio dagli Africani. Chiunque si sia anche solo per sbaglio soffermato su una partita, non può aver fatto a meno di sentire il rumore incessante che fanno. Un dramma per le orecchie dei giocatori, ma divertentissimo per chi assiste.

7) MODA (E ECOLOGIA).

Come in ogni edizione, anche quest’anno la moda è una silenziosa partecipante ai mondiali.

Le divise dei nostri giocatori sono infatti firmate Dolce e Gabbana, e ogni maglia della Nike è realizzata con 8 bottiglie di plastica riciclate, in tutto ne hanno utilizzate 13 milioni.

8 ) TWITTER.

Alcuni giocatori di alcune squadre (ad esempio i Brasiliani), potranno aggiornare in tempo reale il loro profilo su Twitter. Accorriamo donne, a sbirciare tra le impressioni e le curiosità di Kakà.

9) LO SPIRITO DEI VINCITORI.

Ogni Italiano ha esultato quattro anni fa nel vedere Cannavaro sollevare la coppa. Bene, quest’anno in tutti noi c’è una tacita (o no) voglia di affermazione della nostra forza. Nonostante le critiche, i problemi e le discussioni, sia che vinceremo, sia che non lo faremo, tutti vogliamo dimostrare che siamo Italiani, e valiamo.

10) UN BEL BACIO

Per chi, proprio non riesce a stare di fronte ad una partita per più di 10 minuti, verranno organizzate altre iniziative. Prima fra tutte la distribuzione di baci da parte di aitanti giovani a Parigi, che si è svolta il 9 Giugno per le donne annoiate dai mondiali.

Martina Nesti

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