Una serata elettrizzante è stata vissuta dagli studenti del Polimoda. Il 9 giugno 2010 al teatro “Saschall”, i giovani stilisti hanno esibito le loro collezioni in una doppia performance. Doppia performance per un doppio successo: una sfilata che riassume non solo il duro lavoro di un anno, ma tutto un percorso istruttivo dal primo al terzo anno accademico, presso il noto istituto privato più conosciuto in Europa.

Tra i promettenti studenti spiccano i nomi di Thomas Derbyshire, premiato in “Collezione più Creativa”; Stephanie Nadinic, premiata in “Collezione più Commerciale” e “Premio Consorzio Italiano Lingerie”; Johanna Katharina Maninger, premiata in “Collezione più Mediatica” e “Premio Furpile Idea”; Nadia del Popolo, vincitrice del “Premio del Dean” (assegnato dalla Direttrice Didattica Linda Loppa); Alice Godin, vincitrice del “Premio Caran D’Ache”; e Matteo Busanna, vincitore del “Premio Prato Filiera della Moda”.

Le loro collezioni, ispirate ognuno ad un tema personale, sono state apprezzate fortemente dai critici e dalla giuria competente, anche se non nego che altre collezioni avrebbero potuto meritare altrettanta vittoria: citiamo per esempio la collezione ispirata al “Dogon Country” di Giulia Pozzuoli, una collezione ricca di colori dai capi ben fatti e non cedenti come si è visto in casi che l’hanno preceduta. Nel complesso, queste giovani promesse hanno osato, si sono spinti, attraverso le pulsioni sociali, a tendenze che sembrano vedere scarpe vertiginose ai piedi di uomini che transitano al femminile o maschere inquietanti di donne burattine; per non parlare della collezione mistica di Veronica Stampacchia, che sembra richiamare l’atmosfera firmata Stanley Kubrick in “Eyes Wide Shut”.

In definitiva ne convengo che sia proprio Wataru Kotani a meritare un applauso ed un inchino. Concordano con me, non solo il pubblico presente all’evento, ma gli stessi colleghi, che dichiarano di averlo visto dedito al lavoro, con passione e minuziosità degni della sua tradizione culturale. Con la sua collezione uomo, infatti, Wataru ha creato, progettato e confezionato giacche di una bellezza, di un’eleganza, di una pulizia che agli occhi di tutti, non sarebbero passati altrimenti che stupende. Il tema “Life After People” viene rappresentata dalle maschere/reticoli che arricchiscono parti delle giacche e dei pantaloni, quasi a mimare le fasce muscolari in decomposizione. Giù il cappello per una rappresentazione pressoché perfetta.

Annunci