Dopo “Amici” e “La pupa e il secchione”, un nuovo reality show ha cominciato a fare successo sul web. Peccato che qui ci sia ben poco di falso, e ancor meno da ridere.

La BP (British Petroleum), oltre ad aver aperto uno spazio per evenuali proposte da parte del popolo della rete, ha attivato sul suo sito web un servizio di “live cam” che permetterà agli utenti di seguire gli sviluppi del  disastro ambientale avvenuto al largo delle coste statunitensi poco più di un mese fa; inoltre, è partito da poco il nuovo progetto, il cosiddetto “Top Kill”, l’ultimo in ordine di tempo messo in piedi per tentare di tappare quel “maledetto buco” (per riprendere le parole di uno spazientito Presidente Obama). L’operazione dovrebbe svolgersi in due fasi: in una prima si dovrebbe procedere al getto di fango pressato per tappare la falla; in un secondo momento operare la sostituzione con un tappo di cemento.

Il 20 aprile scorso la British Petroleum si è resa suo malgrado protagonista, quando è affondata la piattaforma di perforazione Deepwater Horizon stanziata nel Golfo del Messico, di cui è responsabile, provocando l’apertura di una falla in una tubatura situata a 1500 metri di profondità; tonnellate di greggio hanno cominciato a riversarsi in mare a grandi veolcità, ed è presumibile che  il danno ambientale aumenterà di portata una volta che il petrolio raggiungerà le coste degli U.S.A.

Il video contava già martedi`centinaia di migliaia di persone connesse per assistere alla messa in pratica di questo tentativo molto rischioso, nella speranza che si riveli l’ultimo e  quello decisivo. La PBS (Public Broadcasting Service), per l’occasione, ha inserito un “widget” molto particolare: questo permette di  caricare il video nel proprio sito internet, e allo stesso tempo osservare una specie di “contalitri” che secondo dopo secondo notifica l’aumento vertiginoso di “oro nero” disperso nelle acque del mare.

Stando alle parole del membro del congresso Edward J. Markey (eletto nello stato del Massachusetts, e appartenente al fronte democratico), sono già più di un milione coloro che si sono collegati per seguire l’andamento delle operazioni del piano “Top Kill”; un fenomeno molto interessante, conseguenza di un provvedimento ritenuto giusto: Eben Burham-Snyder, portavoce di Markey, sostiene che quelli della BP “si sono resi conto che le soluzioni che prenderanno influenzeranno i cittadini statunitensi”, e che “in quanto il problema è di pubblica importanza anche la soluzione dovrebbe essere resa di pubblico dominio”.

Lo stesso Markey ha esortato la BP ad attivare altre telecamere, in modo tale da poter riprendere l’intervento di salvataggio da più angoli di visuale, e dare all’osservatore della rete un’immagine completa. Come nelle migliori serie tv, la tensione rimane alta per vedere se l’incubo ambientale potrà essere considerato terminato: staremo a vedere.

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