Dopo settimane grigie e piovose finalmente caldo e sole segnano inequivocabilmente l’arrivo effettivo dell’estate: la stagione della vacanza. Ma quale vacanza? Dove? Con chi? Gli interrogativi e i dubbi accompagnono i progetti di tanti  indecisi. C’è chi non rinuncia alla stessa formula ormai collaudata da anni, magari la solita casa al mare, o chi si lascerà trasportare dall’occasione dell’ultim’ora. Per chi volesse sperimentare un tipo di vacanza alternativa, econimica e formativa ci sono i “campi di lavoro internazionali“.  Nel mondo c’è una fitta rete di O.n.g. (Organizzazioni Non Governative) che organizzano work- camp incentrati su diverse tematiche: sociale, ambientale, animazione con bambini, culturale ecc…

Partecipare ad un campo di lavoro richiede una somma minima,di solito 100 Euro per 15/20 giorni con vitto e alloggio e viaggio a carico del parteciapante, buona conoscenza della lingua inglese, spirito di adattamento e voglia di divertimento.  In Italia ci sono tante associazioni, connesse con O.n.g. europee ed extra-europee,che offrono la possibilità di una vacanza alternativa come Legambiente, Y.a.p., Lunaria ecc..

Un campo può essere al mare o in montagna,  organizzato con tende o in edifici e prevedere attività diverse. L’eterogeneità dei campi permette ad ognuno di trovare la situazione più congeniale alle proprie esigenze. Il “lavoro” su base volontaria occupa solamente poche ore al giorno, il resto della giornata è dedicato a gite, attività ricreative e relax. Aspetto fondamentale di un campo di lavoro è l’esperienza con gli altri volontari. Ci si ritova, infatti, a vivere per due settimane con ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo con cui condividere esperienze e approfondire la conosccenza diretta di culture straniere.

Insomma il campo di lavoro è un’esperienza ambivalente, non il logorante giro turistico ma un’occasione di crescita, di stimolo di conoscenze e chiaramente di… divertimento.

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