Siamo da sempre bestie, ma nessuno s’i imbufalisca per quest’a affermazione. Da soma, politiche, esploratrici, pastaie, con tanto di museruola e zoccoli. Bestie.O meglio, ve la metto così: chi per una volta non si è fatto slegare i polsi, si è tuffato e ha toccato il canto delle sirene, stufo di ascoltarlo solamente? Viva gli istinti animali e chi si abbandona alla selvaggia libido e al sorrisetto ebete fatto di tanti puntini sospensivi!

E quindi non dobbiamo sorprenderci se sono stati due veterinari australiani (gente che viene pur sempre  dall’’università) a prevedere la fine del rapporto sessuale finalizzato alla riproduzione. Mai più sesso per fare figli, a quelli ci pensa la scienza, la tecnologia riproduttiva, insomma, il laboratorio.
A noi resta lo svago, sesso per svago, quello che si fa senza pensare, per scaricare la tensione accumulata in giornata, senza conseguenze, e quindi senza responsabilità; dai, diciamocelo, senza futuro. Ma poi, scusate tanto, “la riproduzione naturale attraverso l’atto sessuale è, nella migliore delle ipotesi, un processo abbastanza inefficace” ha spiegato
Yovich, uno dei due scienziati australiani, “perché per gli over 35 la percentuale di concepimento è di uno su
dieci, mentre per i più giovani si scende a uno su quattro. Ecco perché, nel giro di un decennio al massimo, le coppie attorno ai 40 anni penseranno per prima cosa all’inseminazione in vitro quando decideranno di avere figli”.

Giusto?Giusto.

Non basta più decidere quando diventare genitori, il tempo corre veloce, troppo. E non possiamo perderne a provarci.
Genitori lo si è, non lo si diventa più.

Niente di nuovo sotto il sole. Del resto, Woody Allen l’aveva già fatto intendere: “il sesso è la cosa più divertente che ho fatto senza ridere”. Invece noi ridiamo! Ma ci pensate che bellezza quando saremo tutti uguali?

Si dice che il futuro sia già scritto. Il problema è che qualcuno l’’ha già letto, e noi che si stiamo a fare?

TOMMASO TOMBELLI

Annunci