Fabio Liverani contrastato da Giampaolo Pazzini

Sampdoria quarta a 64 punti e Palermo quinto a 62. Tutto da decidere domenica prossima, ma chiaramente i doriani sono avvantaggiati. Così recita la classifica dopo la partita delle rivelazioni  della penultima giornata del massimo campionato.

Il Renzo Barbera era stipato all’inverosimile per quello che suonava come uno spareggio per i preliminari di Champions. Una coreografia da paura dove il rosa delle gradinate faceva da contraltare all’azzurro limpido di un maggio palermitano tinto d’estate. A completare il quadro quello spicchio blu dei tanti tifosi doriani accorsi in Sicilia per sostenere fino all’ultimo coro la propria squadra.

Un 1 a 1 che accontenta i blucerchiati targati Del Neri, freschi della partita perfetta coi giallorossi della Roma e della vittoria con il Milan. Pareggio invece che lascia l’amaro in bocca a una città in festa, che applaude entusiasta una squadra giovane e sorprendente dalla quale ha ricevuto emozioni difficilmente dimenticabili. Una città che cerca forse riscatto.

“Siamo stati sfortunati”, così commenta Delio Rossi che rende onore a un ottimo avversario e ringrazia i 36mila dei Barbera per il supporto continuo, quell’apporto fondamentale del “dodicesimo” uomo che ha caratterizzato la striscia positiva casalinga dei rosanero, tra le mura amiche imbattuti da 24 partite.

Il match passa per i piedi e gli estri di due fuoriclasse, Miccoli e Cassano. Due talenti accomunati dal fatto di essere pugliesi e nemmeno amichevolmente, il primo leccese e il secondo barese, e dal fatto, che Marcello Lippi, sordo alle critiche e cieco ai prodigi dai due compiuti, non li hai mai presi in considerazione per il Sud Africa.

Primo tempo di sostanziale equilibrio con il possesso palla per i rosa e i fulminanti contropiedi della premiata ditta Cassano-“Pazzo” Pazzini. Due buone opportunità per il Cavani di testa e un gran tiro di Pastore. Un buon tentativo di Cassano che trova attento Sirigu. Molta imprecisione in cabina di regia di Liverani, mentre la Samp si difende con ordine.

Nel secondo tempo la svolta. La “Joya” Hernandez sostituisce Cavani, ma sono gli uomini di capitan Palombo a passare in vantaggio. Sponda di Pazzini per l’inserimento di Mannini che a tu per tu con Sirigu viene steso dallo stesso portiere dei siciliani. Penalty trasformato da Pazzini, Barbera gelato

Ma è commovente la reazione del capitano rosanero Miccoli che si procura il rigore e lo trasforma restando infortunato nell’esecuzione, si teme una lesione del crociato, e sfiorando in sorpasso con una gamba sola, negato da una prodezza dell’ottimo Storari, prima di uscire tra la standing ovation.

Budan si divora un gol già fatto di testa dopo l’assolo del Flaco Pastore, mentre il velocissimo Hernandez è fermato da un fuorigioco inesistente anche se resta autorevole la prestazione dell’internazionale Rosetti. La Samp si affida al talento e il carisma di Fantantonio Cassano e regge.

Risultato che rimanda il verdetto all’ultima di campionato che vedrà i blucerchiati impegnati in casa con il Napoli e padroni del proprio destino grazie al vantaggio di due punti e i rosa di scena a Bergamo contro un’Atalanta già retrocessa e appesi a un filo di speranza. Del resto forse non poteva che decidersi all’ultimo atto il cammino di due sorprese del calcio nostrano, a testimoniare che il calcio pulito e giovane può dire la sua, quando a vincere è lo sport.

Annunci